10 Febbraio 2011: Il Giorno del ricordo

Oggi si celebra in tutta Italia il “Giorno del Ricordo“, istituito per commemorare i circa cinquemila nostri connazionali che, nel periodo che va dall’armistizio del 1943 al 1945 sono stati vittime delle rappresaglie di Tito, vere e proprie azioni di pulizia etnica mascherate da episodi di guerra.

In quegli anni di grande sconvolgimento politico, dove l’amico di ieri diventa improvvisamente il nemico di oggi, migliaia di persone, con la sola colpa di essere italiani in un territorio diventato straniero, sono stati gettati, ancora vivi, legati insieme con del filo di ferro, nelle cavità carsiche tipiche di quella zona, chiamate foibe. Non soldati, ma civili, donne, anziani e bambini hanno trovato la morte e, per 50 anni, il loro sacrificio è caduto nell’oblio.

Vittime due volte: la prima dell’odio indiscriminato generato dalla guerra, la seconda della politica che preferito tacere su questi che possono essere considerati a tutti gli effetti dei crimini. Da alcuni anni, grazie all’intervento di politici italiani (Luciano Violante, Gianfranco Fini e Carlo Azeglio Campi in testa) su questo periodo storico si sta gettando una luce diversa e si cerca una rilettura veritiera degli avvenimenti.

Oggi ricordiamo in silenzio i nostri connazionali, alcuni ancora senza nome, vittime di un odio cieco, che riposano per sempre in una terra bellissima, a tratti contesa tra Italia e Jugolsvia, che sta faticosamente cercando la pace.

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