100 anni fa nasceva l’Alfa Romeo

100 anni fa, esattamente il 24 giugno 1910, nasceva L’alfa Romeo, una delle case automobilistiche più rinomate d’Italia e nel mondo.

L’azienda automobilistica per la verità si chiamava inizialmente solamente A.L.F.A. che significa  Anonima Lombarda Fabbrica Automobili e solo nel 1915 il nome diventò Alfa Romeo grazie all’ingegnere napoletano Nicola Romeo che entrò a far parte del capitale dell’azienda e ne modifico il nome.

Il primo modello uscito dall’azienda milanese fu la 24 HP, posta in vendita nell’autunno del 1910 e da cui vennero derivati subito dei modelli da competizione portati al debutto l’anno successivo nella Targa Florio. Da questo si capisce subito come l’indole dell’azienda fu fin dal principio quella di realizzare vetture di carattere sportivo, dalle motorizzazioni molto grintose e votate alle competizioni.

Nel decennio successivo infatti, dal 1920 in poi, l’Alfa Romeo visse una vera età dell’oro nel campo delle competizioni, cui partecipò con sempre maggior impegno, e vinse in lungo e in largo grazie anche al calibro di piloti come Campari, Borzacchini, Brilli-Peri e gli indimenticabili Varzi e Nuvolari. Dopo la guerra L’Alfa Romeo si impose anche nei primi 2 Campionati del Mondo di Formula 1 con i piloti Fagioli e Fangio. L’Alfa Romeo ritentò l’avventura in Formula 1 quasi 30 anni dopo, tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80, ma stavolta con minor fortuna riuscendo ad aggiudicarsi solo qualche sporadico piazzamento, ma nessuna vittoria.

Celebri automobili che hanno fatto la storia della casa sono state la 1900 e la Giulietta degli anni 50 e la Giulia degli anni 60. Negli anni 70 nasce un modello basilare nella storia della casa, l’Alfetta, elegante e raffinata vettura dal comportamento stradale ineccepibile seguita pochi anni dopo dalla nuova Giulietta.

Negli anni 80, più precisamente nel 1986, l’azienda milanese viene acquistata dal gruppo Fiat e i modelli usciti dopo quella data, pur mantenendosi di ottimo livello, perdono in parte quelle caratteristiche di sportività proprie dell’azienda, presentando troppe analogie con le vetture Fiat e Lancia. E’ il caso per esempio dell’Alfa 155 che non sostituisce degnamente la precedente e più amata 75, e della 145 che prende il posto della 33 risultando tuttavia meno sportiva e brillante di quest’ultima.

Precedente a questi modelli fu un vero e proprio colpo al cuore degli alfisti la presentazione dell’Arna, una vettura nata sul telaio della Nissan Cherry, che fu un flop clamoroso in quanto la vettura mancava completamente dei tratti caratteristici della marca del biscione.

Nonostante il calo della produzione avutasi nell’ultimo decennio con conseguente calo anche degli operai impiegati e la chiusura del celebre stabilimento di Arese, il nuovo millennio inizia sotto buoni auspici con la nascita di automobili riuscite come l’Alfa 147, la 159, la 166, la sportivissima Brera e la recentissima nuova Giulietta.

E la storia del marchio del biscione continua.

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