60 nuove applicazioni di Facebook: ci servivano veramente?

Facebook continua a reinventarsi cercando di stimolare ai massimi livelli storici l’esibizionismo telematico.

Che sia una strategia di marketing, vista anche l’imminente quotazione in Borsa nella prossima primavera pare ovvio, ma non è da sottovalutare l’impatto sociologico che questo accanimento nella descrizione iper-particolareggiata del proprio alter ego virtuale possa avere nella vita di tutti i giorni. L’aggiornamento del proprio profilo pare essere una priorità per la maggior parte degli iscritti, quasi si vivesse simbioticamente con questa dimensione parallela.

Le nuove applicazioni arricchiscono la Timeline andando oltre il banale “mi piace” ed inserendo dati come “sto leggendo”,”sto ascoltando” e varie Apps su cucina, regali, shopping e quant’altro. Lo spin off  delle vechie pagine sarà compiuto definitivamente entro fine marzo e nuove novità sono in arrivo per l’e-commerce su Facebook. Insomma, il colosso non dà segni di cedimento ma continua ad espandersi, interessando ogni aspetto del quotidiano a 360°: ciò che ci si comincia saggiamente a chiedere è se davvero tutto questo ci sia necessario ed utile a livello umano. Tutte queste informazioni che si mettono in rete quanto arricchiscono le nostre vite?

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