Acqua avvelenata: tassi arsenico fuori norma in molti comuni d’Italia

L’Unione Europea ha risposto NO alla richiesta dell’Italia di innalzare il tasso di arsenico nell’acqua che per l’Organizzazione Mondiale della Sanità non deve superare i 10 mg per litro.

Secondo l’UE tassi di 30, 40 e 50 milligrammi per litro d’acqua possono determinare rischi seri per la salute dell’uomo, in particolar modo per la formazione di alcune forme di cancro. Possono essere concesse solo delle deroghe con limite massimo che sale a 20 mg per litro, ma solo per brevi periodi.

Questa decisione mette nei guai molti comuni italiani, 128 per la precisione di 5 regioni diverse, che presentano acque irregolari con concentrazioni di arsenico talvolta molto superiori alla norma e che rischiano concretamente di rimanere senza acqua.

La più colpita da questo provvedimento è la regione Lazio, soprattutto la zona di Latina, dei castelli romani e del viterbese che per molo tempo hanno bevuto un acqua che oggi non viene più considerata potabile. I comitati cittadini avevano lanciato l’allarme alle istituzioni locali già da diverso tempo, con queste ultime che anziché prendere tempestivi provvedimenti, avevano “nascosto” il problema a suon di deroghe.

Ora però la situazione è cambiata, di deroghe non ne vengono più concesse, e si aprono scenari davvero inquietanti per i comuni non in regola, con il serio rischio di vedere interi paesi privati della propria acqua.

Comuni, Regioni e Province devono ora affrettarsi per informare adeguatamente la popolazione dei comuni a rischio acqua, fornendo indicazioni esaustive soprattutto per le categorie più a rischio.

Nel Lazio l’ACEA (l’azienda comunale elettricità e acque), Regione e Commissariato stanno correndo ai ripari sistemando delle specie di filtri per abbassare i tassi di arsenico e miscelare le acque “fuori norma” con quelle provenienti da acquedotti, come quello di Simbruino, la cui acqua è priva di arsenico.

I privati invece possono intervenire installando impianti con filtri a osmosi inversa, gli unici capaci di eliminare arsenico e boro…. anche se il costo di tali impianti non dovrebbe essere a carico dei singoli cittadini.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *