Albania, guerriglia a Tirana: 3 morti

Ieri Tirana, la capitale albanese, è stata teatro di violenti scontri che hanno lasciato tre morti sul terreno. Profonda preoccupazione è stata manifestata dall’Unione Europea che ha rivolto un appello ai manifestanti per lo stop alle violenze.

Da circa un anno e mezzo l’Albania vive una profonda crisi politica, forse sottovalutata dalle forze internazionali: l’opposizione, infatti, guidata da Edi Rama, non ha mai riconosciuto il risultato elettorale che sancì la vittoria nel 2009 dello schieramento guidato dal primo ministro albanese Sali Berisha.

E’ da allora che l’opposizione chiede un riconteggio delle schede, rifiutandosi contestualmente di partecipare all’attività parlamentare, mantenendo dunque il Paese in uno stato di profonda immobilità e contestando al governo la dilagante corruzione nel Paese.

La manifestazione indetta ieri dai sostenitori di Rama aveva lo scopo di chiedere le dimissioni di Berisha e l’indizione di elezioni politiche anticipate, ma stavolta la situazione è precipitata dando luogo ad un pomeriggio di violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.

I manifestanti si sono riuniti di fronte alla sede del governo protetto da un cordone di polizia: immediatamente la tensione è salita con lancio di oggetti, e la risposta delle forze di polizia non si è fatta attendere. Si contano inoltre 55 feriti, tra i quali 25 poliziotti e 30 civili.

Sulla dinamica che ha portato alla morte dei 3 manifestanti le versioni sono discordanti. Berisha infatti ha affermato che le tre vittime sono state “uccise a bruciapelo con armi leggere, con pistole. E la polizia non possiede tali armamenti”, addossando la responsabilità dei decessi agli stessi manifestanti; mentre Rama a sua volta accusa la polizia di aver sparato contro i manifestanti “uccidendo tre innocenti”.

Vista la drammatica situazione è stato lanciato un appello congiunto da parte dell’ambasciata degli Stati Uniti, della delegazione dell’Ue e dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) che hanno invitato «tutte le parti» alla «calma e al contegno, e ad astenersi da provocazioni».

In particolare la rappresentanza diplomatica americana ha rimarcato la necessità di stemperare la tensione crescente nel Paese: “Negli ultimi giorni la retorica e il linguaggio di alcuni dirigenti politici hanno assunto dei toni che suggeriscono il sostegno ad atti dannosi di disordine e a comportamenti inadeguati. Questo linguaggio è inaccettabile“.

Nei prossimi giorni o mesi vedremo se quella di ieri è stata un’azione estemporanea o se bisognerà assistere anche a Tirana alle scene di guerra che abbiamo visto negli ultimi tempi in Tunisia.

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