alla Cina

Il libero mercato è la forma di società più riuscita e ciò è dovuto al fatto che esso ripercorre le linee tracciate dal naturale evolversi delle cose. Il libero mercato però è tale se e solo se gli stati, le associazioni, le imprese e i singoli cittadini rispettano tutti le medesime leggi o almeno i medesimi principi. Se negli stati sussisteranno principi guida molto diversi e tale da rendere poco omogenei gli obblighi a cui attenersi questo vizierà in maniera grave la libertà del mercato e della concorrenza.

Infatti, perché viga il principio di libera concorrenza è necessario che lo essa avvenga nel rispetto dei medesimi principi di fondo che devono essere sanciti a livello mondiale. Se uno stato non rispetta i diritti dell’uomo, i diritti sindacali e quelli dell’ambiente e gli altri si allora si verificherà un circolo vizioso che potrebbe ledere le fondamenta del libero mercato e della valorizzazione dell’ingegno nel risolvere i problemi del vivere umano.

I diritti dell’uomo, i diritti minimi sindacali dei lavoratori, le linee essenziali del rispetto dell’ambiente devono essere sanciti concordati e poi applicati in modo eguale in tutto il mondo affinché possa instaurarsi le condizioni migliori per poter liberamente concorrere e che venga valorizzato il meglio. Qualora uno stato dovesse ostinatamente continuare ad abusare della sua autonomia gli altri sarebbero legittimati nel loro interesse e nell’interesse globale di multarlo ed isolarlo con apposite politiche repressive e discriminatorie.

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