“Amici”, ex partecipante arrestato per stupro

La notizia dell’arresto di un ex partecipante al “talent” show “Amici di Maria de Filippi”, offre lo spunto per alcune riflessioni in merito a questo tipo di programmi televisivi.

Catello Miotto, 25 anni, e’ stato arrestato per avere stuprato, ubriaco, una sua vician di casa, ex moglie di un suo amico sembra.

Il ragazzo aveva partecipato, nel 2003, quindi all’eta’ di diciotto anni, al famoso programma di Canale Cinque, il quale offre l’opportunita’ ai giovanissimi talenti di poter realizzare i propri sogni e frequentare, da protagonista, la meravigliosa ribalta televisiva.

La cronaca di ogni anno ci offre luminosi esempi di talenti sfornati da “Amici”: Valerio Scanu, recente vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo, Marco Carta, vincitore della scorsa edizione della kermesse sanremese, Alessandra Amoroso, regina nelle classifiche di vendita dei dischi.

Ma per i pochi che ce la fanno, che fine fanno tutti gli altri?

Ogni anno partecipano decine di personaggi, i quali passata l’”abbuffata” di visibilia’ e girato il paese a caccia di ingaggi che fine anno sprofondano nell’anonimato piu’ assoluto.

Io stesso conobbi, qualche anno fa, Klaidi, emulo del piu’ noto Kledi, ballerino di “Amici”, il quale si sarebbe esibito la sera dopo in una festa di paese nella calabria piu’ profonda, oggi, sinceramente, non so che fine abbia fatto.

Il risvolto “oscuro” dei “talent show” e’ ben esemplificato dalla notizia di cronaca che ha per protagonista Catello Miotto, nel senso che se non hai una preparazione mentale adeguata o un supporto familiare importante, passata l’uragano intenso, ma breve, della notorieta’ televisiva rischi di essere travolto e di non trovare piu’ la tua strada nella vita di tutti i giorni.

Guardando la foto di Catello Miotto mi ricordo vagamente di lui, poiche’ vedendoli ogni giorno in televisione, e’ impossibile non riconoscerli o non sentire parlare dei personaggi di questi programmi “fiume” , i quali inondano i palinsesti e i “talk-show” delle tv private.

Chi ha inventato questi programmi pensa all’”audience”, ai ritorni pubblicitari e a sfruttare il momento di notorieta’ offerto dalla televisione a questi personaggi mettendoli al centro di un meccanismo capace di creare il personaggio nell’immediato.

Pippo Baudo, intelligentemente, nella puntata di “Domenica In” immediatamente successiva all’ultima serata del Festival di Sanremo ha messo in paragone i “giovani” sanremesi di un tempo, gente del calibro di Andrea Bocelli, Giorgio, Carmen Consoli, Eros Ramazzotti, Biagio Antonacci, e quelli di oggi, affermando che, forse, questi ultimi giungono al grande successo troppo presto non avendo, forse, gli strumenti, in termini di maturita’ artistica e preparazione psicologica, per mettere oggi i semi di un lungo cammino artistico di successo.

Io sono d’accordo con lui e, penso che, se i “talent” debbano continuare ad essere proposti, almeno ci si ponga il pensiero del futuro di questi ragazzi, magari facendoli volare a velocita’ piu’ basse e regalando loro la ribalta di un Festival come Sanremo, non immediatamente  al solo fine di sfruttare il loro forte impatto televisivo, ma dopo una aedguata gavetta,a ffinche’ possano restare il piu’ a lungo possibile sulla cresta dell’onda.

Resta da capire quanto importa dei giovani protagonisti dei ‘talent” a coloro che li creano, organizzano e metoono in onda.

One Response

  1. sara 9 marzo 2010

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