Antonio Conte e il suo coinvolgimento nel calcioscommesse

POTENZA 14/09/2012 – Da tempo il nome di Antonio Conte è accostato alla terribile vicenda del calcioscommesse che ha turbato milioni di appassionati sportivi e il suo nome è sempre presente sulle prime pagine dei più importanti quotidiani sportivi.

LA VICENDA – Tutto ebbe inizio durante le ultime giornate di campionato della passata stagione quando le parole di Carobbio, suo ex calciatore ai tempi del Siena e uno dei principali pentiti di questo scandalo, furono riportate sulla carta stampata. <<Conte era a conoscenza delle combine di Novara-Siena e Albinoleffe-Siena>>.  Queste sono state le accuse che il pentito ha mosso contro il suo ex-allenatore e che hanno movimentato l’amara estate del mister campione d’Italia. Da qui è partito il deferimento da parte del procuratore federale Palazzi, il quale, dopo il rifiuto da parte della disciplinare del patteggiamento che era stato fissato a 3 mesi, ha presentato alla commissione giudiziaria una richiesta di quindici mesi, richiesta che dopo le sentenze di primo e secondo grado è passata ad una condanna di dieci mesi per omessa denuncia,nonostante la caduta dell’accusa per Novara-Siena. Al momento rimane ancora la sentenza del TNAS (terzo grado),la quale deciderà in definitiva le sorti del tecnico entro la data del 7 Ottobre. Da sottolineare è la dura conferenza stampa con la quale l’allenatore della Juventus insieme ad Alessio,suo vice, e il suo pool di avvocati hanno sottolineato con toni piuttosto accesi come secondo loro le sentenze siano state ingiuste e “vergognose” e come il patteggiamento sia da considerarsi un ricatto da parte della giustizia sportiva.

“Non poteva non sapere..” – questa è la frase sulla quale gira la vicenda Conte, una frase che letta in questo modo può non essere compresa da parte di molte persone ma che in realtà ha un nesso logico giudicato idoneo da Palazzi. Infatti secondo il procuratore federale Conte ha un carattere accentratore, quindi doveva essere necessariamente a conoscenza delle combine effettuate dai suoi calciatori. In realtà la giustizia sportiva ha un modo strano di agire, infatti l’allenatore bianconero è stato condannato senza che fossero state mostrate le prove della sua colpevolezza, ma che è l’unico metodo che ha a disposizione per far avanzare in maniera veloce i processi e essere quindi in linea con l’inizio delle manifestazioni sportive. Se i tempi dei processi fossero più lunghi probabilmente Conte verrebbe assolto e cadrebbe l’accusa dell’omessa denuncia..

MEDIA – Il tecnico ha inoltre sottolineato come il suo nome fosse messo in risalto rispetto ad altri che avevano realmente organizzato le combine. Bisogna quindi dire che i media sono stati piuttosto duri nel raffigurare in Conte l’icona del calscioscommesse mentre altri personaggi coinvolti e che tuttora hanno accuse molto più pesanti, sono stati menzionati pochissime volte.

 

 

 

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