Apple: Le difficoltà del dopo Jobs

La Apple ha da sempre rappresentato l’emblema dell’innovazione contro corrente, il baluardo di quanto è nuovo contro stereotipi della gestione aziendale comunemente condivisa.

Oggi, però, nella complessa fase post Jobs si scontra con problematiche che non si credevano le potessero appartenere.

Si moltiplicano le proteste attuate da gruppi di ambientalisti e sostenitori della salvaguardia dei diritti umani a New York, Parigi, Londra e Sidney, all’esterno dei negozi della “Mela”.

I primi criticano l’azienda di Cupertino  accusandola di non realizzare strategie aziendali aventi quali standard di riferimento le politiche ambientali, così come, invece, fanno altri attori operanti nell’Information Technology.

I secondi, ancora in maniera più decisa, stigmatizzano come la Apple abbia la quasi totalità dei centri produttivi ubicati in Cina e come in tali opifici non siano minimamente rispettati i diritti umani. In particolare la Foxconn, azienda che assorbe la stragrande parte dell’assemblaggio di Ipad ed Iphone, pratica condizioni di lavoro disumane, non avendo in alcuna considerazione le segnalazioni presentate dai diversi organi preposti alla verifica e salvaguardia dei diritti umani.

E’ di recentissima data l’ennesimo rapporto presentato la Fair Labor Association (revisore indipendente dei diritti umani), che conferma che la Foxconn non abbia apportato alcuna miglioria alle pesantissime condizioni di lavoro perpetrate nelle sedi dove avvengono i processi di assemblaggio di Iphone ed Ipad.

Tale situazione rappresenta un colpo pesantissimo all’immagine dell’Apple, i cui vertici hanno pubblicamente affermato che provvedimenti in tal senso saranno realizzati in un arco temporale ristrettissimo. Non ci resta che attendere.

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