Arriva il taglio delle festività …

Dopo l’ennesima spallata di Moody’s, stavolta alle banche italiane e ad alcuni enti pubblici lo spread ha raggiunto quota 500, come se non bastasse, le previsioni di qualche giorno fa del Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, riguardanti il Pil,  sono state confermate, è destinato a scendere ulteriormente.

In merito sembrerebbe che il Governo abbia in mente di riprendere una strada già tentata, con esito negativo, dal Governo Berlusconi, nella veste dell’allora Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

L’idea è quella di tagliare le festività ed accorparle la Domenica, ma è una strada impervia.

Da una parte, infatti, molte di queste sono religiose, e, quindi, presuppongono un accordo con lo Stato Pontificio, e mi sentirei di dire senza timore di smentita che non verranno toccate. Provate ad immaginare di spostare il Natale di qualche giorno per fa si che si festeggi di Domenica.

Per quanto riguarda invece quelle patronali, che, diversamente da quelle nazionali, sono decise dal territorio e quindi modificabili con un decreto, in realtà presentano problematiche assai complesse.

Innanzitutto, essendo appunto territoriali, avrebbero un effetto trascurabile su Pil. In secondo luogo, ancor più problematico, rimuovere tradizioni ormai radicate nella cultura dei cittadini. Provate a dire ai milanesi che il 7 Dicembre non potranno festeggiare Sant’Ambrogio o che comunque dovranno prendere un giorno di ferie se vorranno partecipare. Lo stesso dicasi per tutte le altre feste patronali, Sant’Agata per i catanesi, San Gennaro per i napoletani e così per tutta l’Italia.

Discorso diverso per quelle laiche, spesso a mio avviso anche meno sentite, però, tranne quella della Repubblica, provate ad immaginare cosa succederebbe se la sinistra si vedesse tagliare la festa della Liberazione del 25 Aprile o peggio ancora, i sindacati se si toccasse il Primo Maggio.

A mio avviso, la strada che sembrerebbe voglia intraprendere il Governo è una strada molto accidentata e difficilmente percorribile, vedremo come andrà a finire …

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