Autunno caldo per Sergio Marchionne

Sergio MarchionneNonostante i mesi estivi, l’AD di FIAT e Chrysler, Sergio Marchionne, ha sul tavolo una serie di dossier scottanti.

Passata la questione sindacale agli avvocati (FIAT presenterà ricorso contro la reintegrazione dei suoi tre dipendenti e li ha pure denunciati!), Marchionne torna a pensare alla Chrysler.

Confortato dai complimenti del presidente USA Obama e dagli ottimi risultati di vendita, l’AD ha in progetto nei prossimi mesi di riportare Chrysler in borsa.

Il primo semestre del 2010 si è chiuso con delle ottime performance per Chrysler. Le vendite e il fatturato sono state migliori del previsto e questo ha portato Marchionne ad affermare che i risultati del 2010 supereranno gli obiettivi che il management aveva prefissato.

Il miglioramento dello stato di salute di Chrysler è dimostrato anche dalle oltre 900 assunzioni effettuate nell’impianto di Detroit, che avrebbe dovuto chiudere nel 2012, ma che sembra rimarrà aperto.

Completamente differente il fronte italiano. Di fronte ad un mercato che chiede sempre meno automobili (ad esempio negli USA dagli oltre 16 milioni di auto vendute negli anni scorsi si è passati agli 11 milioni previsti nel 2010), la FIAT mira a contenere i costi e ad aumentare la produttività degli stabilimenti.

Ma USA e Italia sembrano lontane anni luce. In USA il potente sindacato dei lavoratori UAW si è schierato con FIAT, riconoscendo che azienda e operai sono sulla stessa barca. In Italia invece, nonostante la redditività imbarazzante degli impianti e un livello di assenteismo anomalo, i sindacati puntano i piedi.

Problemi scottanti dunque, che il manager italo-canadese dovrà risolvere per salvare una azienda che nonostante tutto si trova ancora in cattive acque.

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