Basilicata, rischio inquinamento

Nel suo libro “La Peste Italiana. Il caso Basilicata”, Maurizio Bolognetti (Direzione nazionale di Radicali Italiani) denuncia lo stato di degrado ambientale in cui versa la regione lucana. Le discariche sono al collasso e la raccolta differenziata non è ancora decollata.

Il territorio è disseminato di discariche abusive in cui si smaltiscono illecitamente rifiuti pericolosi e veleni vengono interrati in cave o pozzi: dietro tutto ciò la mano delle ecomafie. Il suolo e le acque sono infestati di fanghi di perforazione e di fosfogessi radioattivi (residui della produzione di fertilizzanti e detergenti).

Esemplificativo è il caso dell’inceneritore Fenice, di proprietà della multinazionale francese Edf, che ha inquinato la falda acquifera del fiume Ofanto.

La regione non interviene: i controlli sono carenti, i dati vengono nascosti, i Siti di Interesse Nazionale (SIN) non vengono bonificati. Le inchieste sui reati ambientali cadono in prescrizione oppure vengono sotterrate nelle procure.

Intanto in Basilicata, le malattie tumorali superano la media.

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