Basta con le penalizzazioni anti-SEO

Ebbene sì, la battaglia continua ancor più aspra di prima: Google la vuole vinta sui SEO una volta per tutte.

Alla fine ne ho avuto la conferma definitiva, da due giorni a questa parte: articoli scomparsi dalla SERP, link ridotti all’osso e quel fatidico pagerank che avevo faticosamente accumulato nella mia permanenza nella SERP, rovinosamente capitolato verso un misero zero.

E sì che la mia filosofia è sempre stata quella di non spingere in direzioni scorrette, come scrivo spesso nei miei post, e lasciar fare  solo ai contenuti. Cosa ne è stato del famoso motto Content is King?  Il mio sito si interessa di scrittura e anche di web marketing e SEO ( ebbene sì lo ammetto, manco fosse un peccato da espiare…). Ma soprattutto di scrittura. Unica consolazione è sapere che è successo a molti altri sfortunati, anch’essi  tragicamente penalizzati per tematiche SEO.  Leggevo giusto  questo articolo di Nik (ma ce ne sono moltissimi altri, credetemi) al quale va tutto il mio appoggio da camerata sconfitto.

Insomma, come è possibile che un algoritmo intelligente come quello di Google non si accorga di contenuti,  qualitativi  quanto basta, e spari sulla folla senza sapere chi colpirà per primo? Ma che algoritmo intelligente è?

Cosa realizzare alla fine,  se non che la libertà di espressione ha assunto le sembianze di  un cane che si morde la coda? E che nella frenetica ricerca di uno spazio nella grande rete si finisce per combattere una battaglia non voluta? Tant’è che non si scrive più per condividere contenuti interessanti, come Internet di pre-Google ci aveva abituati teneramente a pensare, ma per la misera ricompensa che spetterà al vincitore. Per non parlare poi della moda del social network che pian pianino sta pericolosamente virando verso temi banalissimi e insipidi!

Non pensiamoci. Non mi resta che continuare a scrivere come ho sempre fatto e a volere una rete migliore come ho sempre voluto, anche se ogni giorno che passa diventa sempre più difficile ingoiare…l’osso!

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