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beppe-grilloIeri, il comico Genovese Beppe Grillo, ha annunciato dal suo blog la costituzione del suo nuovo partito politico.

Dopo aver provato a presentarsi alle prossime primarie del Partito Democratico, Beppe Grillo scenderà personalmente in campo. Il suo nuovo partito, dal nome di “Movimento di Liberazione Nazionale“, sarà presentato in autunno in concomitanza con le primarie del Pd.

Il nuovo partito è stato definito da Grillo come un “soggetto politico a Cinque stelle“, ossia: “ambiente, acqua, sviluppo, connettività e trasporti”.

L’annuncio è stato dato sul blog di Beppe Grillo con un articolo dal nome:”Comunicato politico numero 24″. Nelle ultime righe dell’annuncio, Grillo dichiara: “Dopo l’estate lancerò le Liste regionali a Cinque stelle per le elezioni del 2010″. In autunno, invece, “nascerà un nuovo Movimento di Liberazione Nazionale, un soggetto politico espressione dei cittadini. Un esempio di democrazia diretta”.

Da parte della classe politica Italiana non si è ancora verificata nessuna reazione a questa novità.

Voi cosa ne pensate? Servirà a qualcosa? Otterrà molti consensi? Darà una scossa alla politica Italiana?

Vi aspetto nei commenti…

Fonte immagine: dietrolequinte.blogosfere.it

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2 commenti a “Beppe Grillo lancia il suo partito: “Movimento di Liberazione Nazionale””

  1. iols scrive:

    Beppe, a finalmente capito che nonostante le tante iniziative a partire dai due v day , le liste civiche(lente per loro natura ad ottenere risultati immediati)etc. l’unico modo di rendere repentino ma sopratutto reale un eventuale cambiamento di rotta del paese che ci sta portando dritto dritto verso gli scogli è un una sua diretta discesa in campo , anche tra l’altro per avere più visibilità tra quelle persone che poco ho per nulla (in un paese dal forte digital divide)sentono parlare di lui …ma sopratutto delle sue piu che concrete proposte politiche e non.

  2. Rosario Elia scrive:

    Personalmente ritengo interessante la fondazione del “Movimento di
    liberazione..” a fronte della sordità dimostrata dalla partitocrazia rispetto
    al partito della vera maggioranza: l’ASTENSIONISMO C.40%. Il probrema della
    preferenza(essa nel Sud ha prodotto deleteri fenomeni devianza e di
    mercanteggiamento a danno delle istituzioni e delle casse pubbliche), può
    essere superato introducendo con legge o statutariamente due novità: “liste
    aperte” e “parziale sorteggio”. Per il nascente “Movimento” risulterebbero
    delle marce in pù molto determinanti. Allo scopo trasmetto lostralcio di un mio
    articolo di stampa:
    “Il recente confronto-scontro ….Ma,al di là degli interessi di parte,si
    avverte l’esigenza del recupero di fiducia partecipativa contro le scelte dell’
    astensionismo di massa e della cosiddetta antipolitica, nonché di assicurare
    al Paese la governabilità.
    …….messo in forse lo stesso “regime democratico”,…illusorio anche il
    rimedio di attribuire surrettiziamente il 55% di potere ad una qualsiasi forza
    minoritaria nel Paese, ma con un voto in più rispetto agli altri contendenti.
    In mezzo a questo ginepraio di contrasti …può non risultare azzardata l’
    ipotesi profana dello scrivente,che,al di là e al di fuori degli schemi e dei
    formulari degli esperti, nutre la presunzione di cogliere un riscontro delle
    speranze e delle aspettative di larghi strati della popolazione, in una
    soluzione includente:1°-liste aperte fino ad un numero compatibilmente elevato
    di candidature,offrendo ai cittadini una più ampia e diretta partecipazione da
    protagonisti nelle consultazioni elettorali;2°-rigorose norme statutarie e/o
    legislative circa i requisiti necessari e qualificanti per l’esercizio dell’
    elettorato passivo,ivi compresa una maggiore conoscenza dei meccanismi
    riguardanti le rappresentanze elettive e i rapporti e gli equilibri dei poteri
    istituzionali,attraverso approfondimenti culturali di educazione civica,secondo
    la stessa raccomandazione del Capo dello Stato;3°-eliminazione del voto di
    preferenza al singolo, per porre fine al circolo vizioso e deleterio del
    clientelismo e della logica del “do ut des”,riducendo così anche le spese
    elettorali di milioni di manifesti e“santini” individuali,e ponendo fine agli
    accordi sottobanco del “voto di scambio”, con ambienti spesso malavitosi e
    deviati;4°-introduzione di un parziale sorteggio (30%?) nell’assegnazione dei
    seggi all’interno di ciascuna lista fra i candidati che hanno espresso
    liberamente la propria adesione secondando i propri orientamenti e vocazioni .
    Ciò comporterebbe il coinvolgimento della “società civile”e in parte una
    saldatura tra “paese legale e paese reale”,col vantaggio di rompere le
    incrostazioni e il consolidamento delle cordate di sostegno reciproco tra i
    soliti noti;5°-salvaguardia delle “candidature di bandiera” e di partito col
    sistema delle liste bloccate,la cui responsabilità politica non mancherebbe di
    avere il referente nel partito stesso;6°-programma elettorale che preveda l’
    impegno:a) di ridurre le spese e il numero delle rappresentanze elettive a
    tutti i livelli,centrali e periferici,procedendo al contenimento degli
    appannaggi,delle indennità e delle prebende, nonchè alla graduale e determinata
    eliminazione dei privilegi delle baronie e delle “caste”,inconciliabili per
    antonomasia con i principi di una democrazia matura;b)di portare avanti una
    politica occupazionale che valorizzi tutte le forze in campo,anche
    intellettuali,senza cedimenti agli egoismi di parte quando pretendono di
    sacrificare e mortificare la dignità dell’uomo e della persona in nome dei
    feticci della competitività e del profitto; c)di assicurare la massima
    trasparenza nel reclutamento del personale nelle pubbliche amministrazioni e
    consimili, attraverso concorsi che utilizzino strumenti di giudizio anonimi
    (quiz,griglie di domande,questionari, altro), comunque con procedure che
    garantiscano trasparenza e uguali opportunità anche a quanti sono senza
    “padrini”…….
    ………. dalla Cittadinanza …in condizione di sudditanza escludente a
    quella di sovranità militante, sì come vuole la Carta Costituzionale. Rosario
    Elia”. (Pubblicato da “Il Quotidiano “ in data 30/1/2008).

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