Boldrini: una Donna ma non solo…

Laura Boldrini nasce a Macerata nel 1961.

Si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma ed a distanza di pochi anni comincia la sua carriera nell’ONU, prima alla FAO, poi nel programma alimentare mondiale ed in fine, dal 1998 al 2012 è stata portavoce dell’ Alto Commissariato per i rifugiati.

Insignita di diversi riconoscimenti tra i quali la Medaglia Ufficiale della Commissione Nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna, nel 1999, e il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nel 2004, è stata inserita (e fortemente voluta da Nichi Vendola) nella lista SEL per le elezioni 2013.

Presentata in 3 collegi differenti ed elette in tutti, sceglie il seggio nella circoscrizione Sicilia 2.

Ora è la candidata proposta da Italia. Bene comune per la Presidenza della Camera dei Deputati.

Laura Boldrini rappresenta di sicurò una novità, non solo perchè la sua attività partitica è comiciata proprio con queste elezioni, ma anche perchè, se dovesse essere eletta, questo rappresenterebbe sicuramente un fatto straordinario.

Nella storia della nostra Repubblica, infatti, solo una donna ha occupato questa carica (la più alta mai raggiunta da una donna, in Italia) e fu Nilde Iotti: Presidente, per tre legislature, dal 1979 al 1992.

Sarebbe però ingiusto appoggiare la sua elezione solo per un “mero” dato biologico, perchè la Boldrini oltre ad aver lavorato per la FAO e UNHCR, si è anche occupata dei flussi di migranti e rifugiati in Sud Europa ed ha svolto numerose missioni in luoghi di crisi come Ex-JUgoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Angola e Ruanda.

Giornalista e scrittrice, tiene un blog (“Popoli in fuga”) su Repubblica.it e ha pubblicato un libro (“Tutti Indietro”) che racconta storie di immigrati, di pericolosi viaggi per raggiungere l’Italia, di paura ed ostilità contro cui queste persone devono lottare e di politiche migratorie sbagliate.

Insomma, il fatto che sia una donna conta, ma con queste credenziali, fino ad un certo punto.

Il suo curriculum parla da solo.

E’ ora che l’Italia diventi un paese per donne e forse la cosa migliore è cominciare con donne come questa.

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