Brasile, prima presidente donna. Quando in Italia?

Dilma Rousseff è il nuovo presidente del Brasile.

Onore ad uno stato (il Brasile) che ha la forza di cambiare e soprattutto di voltare pagina rispetto alla sua immagine “povera” che tutto il mondo ci ha sempre abituato a far vedere… le favelas, gli stupri, la delinquenza…

Qual’è la risposta italiana a queste evoluzioni mondiali che partono da Obama e continuano oggi con Dilma?

La risposta purtroppo non è neanche da considerarsi tale in quanto quello che le televisioni e i giornali ci mostrano in continuazione non sono altro che immagini di donne sfruttate, violentate e malmenate.

Questo non fa altro che alimentare fenomeni di violenza incontrollabile contro le donne appunto. Solo ieri sera a Roma due tentativi di stupro ai danni di due povere ragazze non si sono “conclusi” solo per fortuna in un caso (l’intervento tempestivo di alcuni ragazzi) e coraggio in un altro. Si perchè la ragazza romana aggredita ieri sera ha avuto il coraggio di reagire all’aggressione fuggendo in un albergo dove è stata aiutata e dove, grazie al suo coraggio, il suo aggressore è stato arrestato. Di cosa hanno parlato i vari tg? Del solito rumeno o albanese che ha tentato l’ennesima violenza… non del coraggio di una ragazza che si è ribellata.

Finchè il punto di vista del nostro paese non si rovescerà continueremo ad essere risucchiati in una spirale autodistruttiva in cui le donne avranno sempre un ruolo secondario e saranno sempre dipinte come vittime sacrificali, destinate a rimanere al loro posto. Questo non significa non dovere denunciare le violenze che purtroppo sono all’ordine dl giorno, ma significa educare un paese ad avere una mentalità diversa per cui una donna, al pari di un albanese o un rumeno, (le famose minoranze) possa avere un rispetto ed una posizione più adeguata nella società stessa.

Il passato di Dilma Roussef non è mai stato nascosto. Stiamo parlando di una ex guerrigliera. Una donna con le palle insomma. Domanda: quante donne con le palle esistono in Italia? Io credo ce ne siano una marea… donne in grado di poter parlare, di poter reagire, di poter imporre un loro discorso, di poter fuggire da uno stupro.

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