Bufera Brancher, il Quirinale: non può invocare il legittimo impedimento

Arriva il divieto da parte del Quirinale all’uso del legittimo impedimento da parte del ministro Aldo Brancher, ministro da pochi giorni.

Aldo Brancher è ministro del Decentramento e della Sussidiarietà, ministro da circa una settimana, vuole sfruttare la carta del legittimo impedimento nel processo che lo vede coinvolto per la tentata scalata di Bpi ad Antonveneta.

Il neo-ministro si difende dicendo che l’utilizzo della legge è giustificato dal fatto che deve organizzare il nuovo ministero. Il Quirinale però attacca sostenendo che non c’è nessun ministero da organizzare dato che il ministro Brancher è senza portafoglio.

Il capo dello Stato si è sentito costretto a decidere in questo modo a causa di alcune accuse che erano state mosse nei suoi confronti riguardo la nomina del nuovo Ministro. Il Presidente della Repubblica ha risposto dicendo che ha fatto semplicemente il suo lavoro istituzionale, dando il via libera ad un nuovo ministro senza portafoglio e non ad un nuovo ministero.

Le fazioni politiche hanno dato giudizi divergenti. Lega e “finiani” definiscono la mossa di Brancher poco furba e consigliano di rinunciare ad avvalersi di questo diritto.

Il finiano Italo Bocchino ha dichiarato: ”Io ho votato convintamente la legge sul legittimo impedimento, perche’ ritengo che i magistrati non debbono poter aggredire un ministro. In questo caso si tratta una situazione diversa, perche’ abbiamo un soggetto politico che diventa ministro successivamente al problema giudiziario“.

Il resto del PDL sostiene invece il ministro Aldo Brancher, che, in qualità di ministro, può avvalersi di questo diritto senza che nessuno, compreso il Presidente della Repubblica, si immischi in questioni che non gli competono.

Centro sinistra e PD chiedono le dimissioni del neo-ministro, considerando ridicola la scelta dell’utilizzo del legittimo impedimento da parte del ministro.

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