Buone notizie dalla provincia di Trento, esempio da imitare

Mentre in Italia, gli ultimi dati sulla disoccupazione parlano di una percentuale superiore del 9%, non tutti sanno che c’è  “una piccola isola felice” (o meglio meno infelice…) poco pubblicizzata e che va in controtendenza rispetto al resto del Paese.

Si tratta della provincia autonoma di Trento, il cui tasso di disoccupati si assesta intorno al 4%; il presidente della Provincia Lorenzo Dellai cerca di spiegare le ragioni di questa amministrazione che va, come dicevamo, controcorrente rispetto all’andamento generale : ” Le nostre politiche per il lavoro sono finanziate con il bilancio della nostra Regione, della Provincia e dal Fondo Sociale Europeo, al quale attingiamo in particolare per le politiche attive. Dal 2008, inoltre, è stato introdotto, in via del tutto sperimentale, il reddito minimo di garanzia, che l’anno dopo si è trasformato in misura strutturale. Le famiglie che hanno un reddito al di sotto della soglia di povertà pari a 6500 Euro,hanno diritto ad una integrazione sino ad arrivare a quella cifra. Viene erogato per quattro mesi, però la richiesta può essere effettuata fino a coprire 16 mesi in due anni. L’obiettivo è quello di evitare che le persone con redditi troppo bassi scivolino in forme di esclusione.”

Inoltre, l’Agenzia per il lavoro è riuscita negli ultimi 12 mesi a reintrodurre nel mercato dell’occupazione quasi la metà delle persone rimaste senza impiego, anche per ciò che concerne i lavori socialmente utili che vengono affidate alle imprese e che sono mirati alla realizzazione di opere concrete.

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