Campi Bisenzio

Campi Bisenzio è un comune italiano in provincia di Firenze di circa 42.000 abitanti. Lo stemma vede un levriere rampante su sfondo rosso con in testa una corona d’oro; le ipotesi dell’origine di questo stemma sono innumerevoli, una prima dice che sia raffigurato un cane per via dell’assonanza delle due parole (in latino canis e canpis), un’altra suppone che sia stato scelto il cane per via della nota fedeltà di Campi al comune di Firenze mentre un’ultima dice  che l’immagine è collegata all’antica tradizione di caccia che ha caratterizzato il territorio campigiano. Campi viene citata in numerose opere letterarie: la Divina Commedia di Dante: « Ma la cittadinanza, ch’è or mista di Campi, di Certaldo e di Fegghine, pura vediesi ne l’ultimo artista », l’Epistola Consolatoria a Messer Pino de’ Rossi di Giovanni Boccaccio che cita la fraione Capalle: “Io non biasimerò l’essere a ciò venuti chi da Capalle, e quale da Cilicciavole, e quale da Sugame o da Viminiccio, tolti dalla cazzuola o dallo aratro, e sublimati al nostro magistrato maggiore“, la Tancia di Michelangelo Buonarroti il Giovane: “I’ son io, che mi chiamo Cecco Zampi…Mia madre è mona Tea di Ton da Campi.

Il piatto tradizionale nonchè il più famoso è sicuramente la pecora alla campigiana seguito dal cielo stellato mentre come dolce tipico ci sono le “campigiane” paste di forma tonda ripiene di crema pasticciera. dal punto di vista economico le attività agricole sono praticamente scomparse mentre è molto presente l’attività industriale e il settore commerciale (soprattutto con il Centro Commerciale I Gigli) e alberghiero. Le città gemellate con Campi sono: Orly (Francia), Tipitapa (Nicaragua), North Lanarkshire (Scozia) e Bir Lehlu (Sahara Occidentale).

Infine concludo con un proverbio diffuso in Toscana che assegna agli abitanti della zona una fama imbarazzante: “Brozzi, Peretola e Campi la peggio genia che Cristo stampi”.

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