Canale 5 cancella il reality con i docenti precari

E alla fine sembra abbiano vinto loro, i docenti precari.

Le polemiche negli ultimi giorni erano state accese ed era scesa in campo anche la Cgil per protestare contro quella che aveva tutta l’aria di essere una provocazione, consumata sulla pelle dei tanti insegnanti precari di questo Paese.

Il nome dello show doveva essere “Non è mai troppo tardi” e doveva cominciare a maggio. I prescelti per la conduzione erano Federica Panicucci e Alfonso Signorini.

Il format prevedeva che alcuni vip tornassero sui banchi di scuola e che i loro insegnanti fossero, appunto, dei docenti precari con il compito di prepararli ad un quiz finale. Il premio per i professori sarebbe consistito in dieci anni di stipendio, circa 150.000 euro.

La conferma della sospensione del programma è arrivata da “Sorrisi e Canzoni”, dopo le prime indiscrezioni sul blog di Davide Maggio.

Anche se dalla redazione smentiscono che la sospensione sia dovuta alle polemiche scatenate, in realtà queste ultime devono aver influito sulla decisione. Facebook, ancora una volta, è stato il veicolo dell’insofferenza verso un programma giudicato offensivo nei confronti dei professori precari e disoccupati.

La pagina facebook “No al ridicolo programma sui precari della scuola Mediaset!” ha raccolto più di 2000 adesioni, chiamando alla protesta tutti gli insegnanti che si sono sentiti presi in giro dall’ammiraglia Mediaset. Lo spot del reality recitava infatti “Sei un insegnate precario della scuola? Sei disoccupato? Vuoi rimetterti in gioco e fare qualcosa di diverso? Contattaci, puoi vincere dieci anni di stipendio”.

Le associazioni di categoria non hanno tardato a far sentire la propria voce definendo l’iniziativa scandalosa, una speculazione sui problemi lavorativi di insegnanti e sui problemi della scuola, acuiti dal taglio triennale di 80mila cattedre voluto dal Governo. Il Coordinamento precari scuola ha affermato inoltre che  in questo modo gli insegnanti supplenti vengono trasformati in “fenomeni da baraccone”, e che invece “la dignità del personale docente precario della scuola, tanto più se disoccupato, non è in vendita”.

La Flc-Cgil ha concluso dichiarando “il lavoro va rispettato, la cultura non si vende e tantomeno la dignità. Non serve una reality-strategia, ma una reale assunzione di responsabilità”.

E stavolta sembra che questo spettacolino di cattivo gusto sia stato fermato in tempo. Per fortuna non tutto può essere un reality.

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