Cellule staminali embrionali: nuova via contro morbo di Parkinson

Ricercatori americani sono riusciti a trasformare cellule staminali embrionali in neuroni dopaminergici (ossia produttori di dopamina, molecola che funge da neurotrasmettitore) identici a quelli originali.

Essi, trapiantati nei topi e nelle scimmie, si sono ben integrati con le altre cellule, mostrando di poter sopravvivere a lungo.

I primi esperimenti sull’uomo saranno possibili solo fra 3-4 anni. I ricercatori in questione sono i neurologi del Memorial Sloan-Kettering Centre di New York, guidati da Lorenz Studer, i quali hanno pubblicato uno studio su «Nature» co-finanziato dal consorzio europeo di ricerca NEuroStemCell.

Queste cellule nervose sono importanti per combattere le malattie neurodegenerative: possono essere usate, un esempio su tutti, per rimpiazzare le cellule distrutte dal morbo di Parkinson.

Già da un decennio si ricavano neuroni dopaminergici da cellule staminali, ma essi, una volta trapiantati, tendevano a proliferare in modo controllato, sviluppando tumori cerebrali.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha recentemente vietato la brevettabilità dei medicinali ricavati dalle cellule staminali. Di conseguenza i malati non potranno beneficiare di questa scoperta, afferma Maria Antonietta Farina Coscioni, deputato radicale e presidente onorario dell’Associazione Luca Coscioni: queste cure saranno non disponibili o costose e l’Europa sarà sorpassata nella ricerca da Stati Uniti, Sud America e Asia.

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