Chi ha paura dell’influenza suina?

influenza suina

Si parla tanto di influenza suina, ma dobbiamo veramente averne paura?

In questo articolo cercheremo di capire se e quanto dobbiamo essere spaventati dalla possibilità di contrarre il temuto virus. Per farlo ci serviremo di due informazioni: il numero di persone che hanno contratto la malattia e il numero di deceduti in seguito ad essa.

Dove reperire queste informazioni?

Una breve ricerca su Google ci restituisce centinaia di risultati tra blog, siti di varia natura e home pages di note testate giornalistiche. L’incredibile discordanza di dati riportata in queste fonti ci fa capire che non è in esse che dobbiamo ricercare le informazioni di cui abbiamo bisogno.

Rivolgiamoci perciò all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) o, in inglese, World Health Organization. Una velcoe ricerca sul sito ci mostra questi dati( www.who.int ):

(cliccare sull’immagine per ingrandirla)

dati

Ora che abbiamo tutti i dati a nostra disposizione, procediamo al calcolo di qualche percentuale.

Diamo prima uno sguardo alla situazione generale. Notiamo che delle 209438 persone contagiate in tutto il mondo, 2185 sono decedute a causa del virus. Impostando una semplice proporzione 2185:209438 = x : 100 scopriamo che la percentuale x di persone che sono morte dopo aver contratto l’influenza è dello 1,04% circa.

Si tratta di una cifra che può destare qualche preoccupazione. Andiamo però a guarda meglio i dati. 1876 decessi si sono verificati nelle sole americhe. Vediamo qual’è la situazione nella nostra vecchia e cara Europa. Abbiamo almeno 85 morti contro 42557 contagiati.

Il che, ripetendo il calcolo precedente, si traduce in una percentuale di decessi pari allo 0,19% circa. Certo, quel “almeno” può suscitare qualche perplessità, ma probabilmente se lo togliamo e consideriamo che siano morte esattamente 85 persone non facciamo un grosso sbaglio.

Concludendo, dobbiamo avere paura di questa influenza suina?

Dobbiamo evitare di viaggiare? Questo lo lascio decidere a voi. Io tra un po’ mi faccio un bel viaggetto (ma restiamo in Europa!).

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