Chiusura agevolata delle liti fiscali: ecco come funziona

Con la manovra correttiva di luglio, Decreto Legge 98/2011, il governo ha varato la procedura per chiudere in maniera agevolata le liti fiscali pendenti in capo al contribuente.

Per poter usufruire di questa possibilità è necessario però possedere alcuni requisiti: la lite fiscale deve essere di valore inferiore ai 20 mila Euro e deve essere pendente al primo maggio 2011 presso le Commissioni tributarie.

Il governo con questa procedura mira essenzialmente a fare cassa, senza badare troppo alla possibilità di concludere positivamente la lite con il contribuente. Se pensiamo che, nelle oltre 700 mila liti fiscali pendenti, lo Stato riesce ad avere la meglio sul contribuente nel meno del 50% dei casi, si capisce bene come il governo sia disposto a racimolare cassa a tutti i costi.

Per poter chiudere la lite il contribuente deve versare una somma a forfait allo Stato. La cifra naturalmente varia a seconda della portata della lite. Per le liti inferiori ai 2 mila Euro, la controversia si chiude versando l’importo di 150 Euro.

Per gli importi superiori si paga in percentuale su valore della lite: se la lite è ancora pendente in primo grado si deve versare il 30% dell’importo, mentre se la lite è pendente oltre il primo grado si deve pagare il 50% dell’importo.

Sicuramente il provvedimento può essere utile per incrementare le entrate nel breve periodo, ma sicuramente serve ben altro per migliorare la situazione del nostro Paese.

Perché invece di questo provvedimento, che finisce per fare forti sconti a molti contribuenti, non si è preferito potenziare l’attività esattoriale, dando maggiori possibilità agli esattori di recuperare gli importi iscritti a ruolo.

Forse cercare la strada più facile può sembrare la cosa migliore da fare in momenti come questo, ma sarà questa la scelta migliore anche nel lungo periodo?

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