Christian Di Maggio: “Sara Tommasi? Vi racconto tutta la verità”

Il manager dei vip Christian Di Maggio è stato agente della soubrette ed ex naufraga dell’Isola dei famosi, Sara Tommasi. Lui la conosce molto bene a tal punto che qualche anno fa si è anche spettegolato su un presunto flirt tra i due con tanto di baci focosi che hanno fatto il giro della Rete.

Sara Tommasi è uscita qualche mese fa dalla clinica romana dove era stata ricoverata per depressione acuta ed è subito balzata agli onori della cronaca per un secondo film a luci rosse che avrebbe girato proprio nel periodo in cui aveva problemi di salute e di dipendenza. In quel periodo Gabriele Paolini ha confessato di essersi innamorato dell’ex naufraga vip sui social network mentre il politico e giurista Alfonso Luigi Marra ha annunciato di ricorrere alle vie legali nei confronti della casa di produzione di film per adulti  Dive & Star Management di Federico De Vincenzo.

In un’intervista rilasciata al numero 18 del mensile di cronaca rosa Gossip, Di Maggio ha raccontato senza peli sulla lingua tutta la verità. Il manager pugliese ha dichiarato che Alfonso Luigi Marra, che si era candidato alle primarie del Popolo della Libertà, ha avuto un ruolo degenerativo nella vicenda personale e lavorativa di Sara Tommasi. Perché? “Perché anche lui – ha detto Christian – sfrutta tutt’oggi l’immagine di Sara per trarne dei profitti di immagine ed economici“.

Christian Di Maggio ha rivelato che con l’ex schedina di Quelli che il calcio, che alcuni giorni fa è stata intervistata dalla star tv Simona Ventura a Cielo che gol, c’è stata qualche semplice effusione ma nient’altro. Per quanto riguarda la dichiarazione d’amore di Paolini nei confronti della Tommasi, l’agente dei personaggi famosi ha asserito: “Lui stesso sembra una parodia del famosissimo film demenziale ‘Ali g in the house’. Sicuramente il suo sciopero della fame sarà stato simile a quello della pellicola“. E alla domanda ‘secondo te Paolini si è realmente innamorato della Tommasi?’, Di Maggio ha risposto ironicamente: “No! Era una barzelletta hard, comica, artistica, surreale e felliniana“.

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