City campione a prova d’infarto

Che il calcio sia lo sport più bello del mondo non è un modo di dire ma la realtà. Le emozioni che può trasmettere un incontro di calcio sono infinite e quando sono condensate in novanta minuti rasentano la follia. Quello che è successo oggi in Premier League ne è un esempio pratico. Le due squadre di Manchester a giocarsi il titolo in 90 minuti con il City in vantaggio rispetto allo United in caso di arrivo in parità.

Al 40 esimo del primo tempo lo spagnolo Zabaleta con il gol del vantaggio sembra consacrare quello che doveva essere un gran giorno di festa per il Mancity. Poi gli Dei del calcio decidono di rendere epica la partita e comandano a Lescott di servire involontariamente con un retropassaggio di testa l’ex laziale Cissè che con due falcate si invola verso la porta e di destro fulmina Harte.

Non contenti gli stessi Dei fanno piombare nell’incubo l’intero Etihad Stadium. Mackie di testa al 66 esimo spinge il City all’inferno e lo United in paradiso. I minuti passano veloci, troppo veloci. Mancini si gioca la carta Dzeko, l’arbitro segnala cinque minuti di recupero e al 91.30 su calcio d’angolo è proprio Dzeko a saltare di testa e segnare il pari. Tre minuti ancora per il trionfo o per la delusione più cocente.

Minuto 94 Aguero ricorda perfettamente di essere il genero di Maradona si incunea in area finta con il destro manda a vuoto Onuoha e infila il gol del tripudio. Mancini esulta come un bambino mentre sugli spalti c’è chi piange di gioia of course. E c’è chi piange di rabbia a Sunderland dove lo United ha vinto la sua partita ma questa volta non è bastato. Il City dopo 44 anni torna ad essere la migliore d’Inghilterra.

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