Comparazione di prezzi: l’inganno dei motori di ricerca

È molto frequente, nei risultati di ricerca di Google, imbattersi in siti e pagine web che propongono un confronto, a mò di comparazione prezzi, tra diversi piani di hosting. In certi casi, tuttavia, si nota come i risultati di ricerca, spesso in prima pagina, siano relativi ad una singola offerta di server in diverse varianti e non, come dovrebbe essere, per confrontare più offerte di hosting web differenti. In parte di tratta di un errore da parte di Google che tende ad individuare in molti provider dei comparatori prezzo generici, cosa che non dovrebbe fare: d’altro canto, pero’, ci sono fin troppi webmaster e gestori di provider di registrazione domini e server che sfruttano, a volte inconsapevolmente altre maliziosamente, questo genere di difetto dei motori. Il confronto tra hosting, ad esempio quello proposto da Supporthost o da Keliweb, sembra essere utile, in linea generale, a far capire le differenze tra le offerte che loro stessi offrono. Un confronto più generale può essere ottenuto, da parte di chi cerca un hosting per il proprio sito web, cercando trova prezzi per hosting e simili, che – con qualche piccola eccezione e con risultati a volte discutibili qualitativamente – permette di mostrare le offerte di Aruba, TopHost, Keliweb, Noamweb e tutti gli altri, italiani o oltre-oceano che siano.

In linea di massima, dunque, sarebbe bene visualizzare direttamente le offerte da un provider di interesse una alla volta, piuttosto che affidarsi a comparatori di prezzo che, in certi casi, servono soltanto a confondere le idee e riportano, tra l’altro, dei prezzi non corretti o poco aggiornati. Le caratteristiche che può interessare mettere a confronto, anche manualmente in caso, sono:

  1. l’assistenza (suggerisco di provare direttamente a contattarla prima per valutarne le competenze);
  2. lo spazio su disco e la banda (se limitate o “illimitate”, cosa che significa comunque poco);
  3. i linguaggi supportati, ad esempio PHP, MySQL, ASP o Perl a seconda delle necessità;
  4. ovviamente il prezzo, se comprensivo di IVA e con una tariffazione mensile che, ad esempio sui condivisi, è di massimo 2-3 euro all’anno.

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