Cresce il livello dei mari per i gas serra: come evitarlo?

I gas serra provocano un innalzamento nel livello degli oceaniUn gruppo di ricerca internazionale – formato da scienziati Cinesi, Inglesi e Danesi – ha pubblicato recentemente una ricerca concernente gli effetti delle attività antropiche e l’emissione di Gas Serra sull’innalzamento nel livello dei mari.

Lo studio evidenzia un dato davvero preoccupante: qualora non si intraprendessero procedure di controllo, il livello degli Oceani salirebbe dai 30 ai 70 cm entro il 2100 rispetto agli inizi del secolo.

Gli effetti? Beh, facilmente intuibili. I circa 150 milioni di abitanti delle zone costiere a rischio i tutto il mondo dovrebbero al più presto trovarsi un’altra sistemazione. Rischierebbero di scomparire alcune tra le più grandi metropoli della terra. Allarme ingiustificato? Non sembrerebbe. E’ fatto assodato che le emissioni di gas serra in atmosfera stiano causando un’espansione termica degli oceani e lo scioglimento dei ghiacci, con conseguente immissione di grandi quantità d’acqua.

Il fulcro della ricerca è stato incentrato nella costruzione di un modello previsionale che, sulla base di 300 anni di rilevazioni sull’andamento delle maree, ricostruisse le fluttuazioni del livello degli Oceani in base alle risposte a diversi tipi di sollecitazione: la quantità di calore proveniente dal sole, gli effetti del raffreddamento dovuto a grandi eruzioni vulcaniche e il grado d’attività antropica nel periodo di riferimento. La simulazione, per i prossimi 100 anni, ha prodotto i risultati citati in apertura. Un innalzamento del livello dei mari che andrebbe dai 30 ai 70 cm.

Sono state proposte alcune soluzioni, che se attuate potrebbero servire realmente a contenere un processo che altrimenti potrebbe davvero diventare irreversibile. Ovvio che il risultato principale sarebbe quello del contenimento della quantità di gas serra immessi in atmosfera e per potervi arrivare si potrebbero porre in essere alcune misure.

Primo esempio. Si potrebbero immettere in atmosfera particelle di biossido di zolfo, il cui effetto sarebbe simile a quello di una grande eruzione vulcanica: la riduzione della temperatura globale e un ritardo nella crescita del livello compresa tra i 40 e gli 80 anni. Ciò consentirebbe di mantenerlo prossimo a quello dei primi anni ’90. Ma non mancano le incognite, prima fra tutte le ripercussioni che il biossido di zolfo potrebbe avere sia a livello climatico che ecosistemico.

Un altro sistema praticabile sarebbe quello della riduzione della quantità di energia solare trasmessa agli oceani. Sarebbe possibile inserendo grandi specchi in orbita attorno alla Terra che devierebbero parte della radiazione solare nello spazio. Ma i costi per la progettazione di questi sistemi è, al momento, troppo alto.

La via più facilmente percorribile potrebbe essere quella della bioenergia con stoccaggio di carbonio (BECS). Coltivando su larga scala colture cosiddette “Biofuel” si potrebbe arrivare a immagazzinare il carbonio ottenuto dalla loro combustione o fermentazione nel terreno o in siti di tipo geologico.

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