Crisi economica: sviluppo mondo agricolo, tornare alla terra

Come si sa, con l’avvento dell’industrializzazione, l’attività agricola è passata via via in secondo piano, relegata in un ruolo di mera necessità: mangiare per sopravvivere.

Fortunatamente, negli ultimi anni stiamo assistendo ad una rinascita del mondo agricolo, inteso nella sua accezione più ampia. La nascita dell’industria ha indubbiamente dato alla società un impulso evolutivo senza precedenti, portando maggior benessere materiale anche tra gli strati di popolazione che prima ne erano totalmente esclusi, ma allo stesso modo ha fatto nascere nella società e nell’economia un’incertezza prima sconosciuta.

Basti pensare alla grande crisi del 1929 oppure, senza andare troppo indietro negli anni, alla recente crisi nata nel 2008 (i cui risvolti sono tuttora in corso) e della quale tutti abbiamo risentito. Proprio quest’ultima crisi economica ha rivelato in maniera decisiva i difetti di una società altamente industrializzata, anche se questi difetti erano già noti da tempo ed evidenziati da molti studiosi.

Purtroppo, generalmente, finché non si vede non si crede… ma per fortuna l’intelligenza umana, pur cadendo spesso in errore, possiede anche l’abilità di riparare, rimboccandosi le maniche.

Una tendenza degli ultimi anni, amplificata dall’odierna crisi, ha condotto molte persone a rivalutare la propria attività, e a tornare ai valori della terra con una rinnovata ed evoluta umiltà.

Molti si sono resi conto che l’industrializzazione non è il male assoluto, ma va indubbiamente ripensata, salvandone il buono ed abbandonandone i difetti.

Ad una fase in cui la quantità ha preso il sopravvento sulla qualità sta subentrando la fase della riscossa della qualità, più vicina alla Natura, più vicina alla Vita. Speriamo di riuscire a disindustrializzare il necessario.

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