Crisi economica: vacanze già finite per i nostri politici?

Il mercato finanziario mondiale attraversa una delle fasi più buie della sua storia. Tutti gli indici di borsa, iniziando proprio da Wall Street, segnano pesanti perdite per i loro listini.

In questo “putiferio economico”, che coinvolge inevitabilmente e pesantemente anche l’Italia, la nostra politica stava iniziando le proprie vacanze, intenzionata a riprendere i lavori solo ad inizio settembre.

Beh, capita probabilmente la criticità della situazione, nella giornata del cinque agosto il premier Silvio Berlusconi, in una conferenza stampa, rende noto che la camera dei deputati ed il senato riapriranno a breve i battenti per introdurre alcune misure straordinarie, in modo tale da arginare la speculazione crescente e calmare i mercati.

Dalle parole del Presidente del Consiglio si evince che una delle misure straordinarie da intraprendere è “liberalizzare l’economia”, ovvero la libertà in base alla quale tutto è consentito ai soggetti economici, a patto che non si vada contro la legge. Il premier ha infine aggiunto che il pareggio di bilancio sarà anticipato di un anno, al 2013. Ottime scelte, non c’è che dire.

Ma se le avesse dette solo qualche giorno prima, durante il suo intervento alle due camere? Probabilmente i mercati non avrebbero perso così tanto. Ma, come si dice: “Cosa fatta, capo va!”. L’importante è che i politici hanno capito che non è tempo di vacanze. È tempo di pensare al Paese!

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