Crisi maggioranza: elezioni a dicembre?

In questo agosto dal clima pazzerello anche la politica italiana sembra completamente impazzita. E con la politica, anche le principali testate giornalistiche.

Per chi avesse seguito, infatti, l’epopea inaugurata dal Giornale, quasi un counter-strike immediato al presidente della Camera Gianfranco Fini, appare chiaro un quadro piuttosto bizzarro del contesto in cui ci troviamo: la prima riflessione, leggendo i giornali e guardando la tv, è una classe politica che non c’è più, completamente allo sbando.

Lo strappo interno al PDL, partito fortemente voluto da Berlusconi e Fini a dispetto di molti dei loro generali, ha un bilancio sanguinoso. Litigi e attacchi continui, una maggioranza e una destra finiti (ed era la maggioranza più netta nella storia della Repubblica italiana), con lo spettro del voto anticipato.

Nel centrosinistra non va poi così meglio, una confusione quasi totale. Pierluigi Bersani e altri esponenti del PD, ogni tanto rilasciano qualche dichiarazione, ma fino a qualche anno fa un simile “pasticcio” di governo sarebbe stato sufficiente a scatenare le più grandi battaglie di immagine ed elettorali: l’impressione è ancora quella di un PD allo sbando, di una Italia dei Valori che scopre anche al suo interno qualche magagna e che quindi preferisce non esporsi troppo.

Insomma, un centrosinistra e una destra terrorizzati dall’idea del voto anticipato.

Su tutto questo, per avvalorare la tesi di una debolezza bipartisan e di un “non saper che fare diffuso” basta ragionare sulle interviste di questi giorni, e sulle notizie di politica che escono. Mai come adesso, prima d’ora, quotidianamente si fa riferimento alle dichiarazioni di Umberto Bossi.

La Lega pare essersi sdoganata dai pregiudizi della prima ora ed il Senatur è diventato un politico di riferimento per capire in quale direzione sia meglio muoversi. Il partito dei “duri e puri” a cui tutti riconoscono coerenza, ma soprattutto la capacità di parlare chiaro al di là delle idee e della solita retorica politica ha una posizione chiara: se il governo non va, l’unica soluzione è coinvolgere di nuovo gli elettori.

Il ministro delle Riforme e leader della Lega, Umberto Bossi, ribadisce quotidianamente la linea del Carroccio e ipotizza addirittura una data per le elezioni che dovrebbero tenersi «il prima possibile, a fine novembre o ai primi di dicembre». Con il presidente, aggiunge il Senatur, «vediamo se una soluzione si trova, prima si fa…».

Insomma, una situazione davvero drammatica, in un momento in cui la crisi economica non è ancora per nulla passata.

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