Cuba: privatizzazioni, finisce un’epoca

Cuba prevede il licenziamento di 500.000 posti della funzione pubblica nel corso del 2011. Nella politica economica cubana mai si sarebbe pensato di arrivare a questo punto.

Sono stati infatti annunciati tagli di massa nell’amministrazione pubblica. E’ il primo passo della riconversione dell’isola che indirizza la forza lavoro dal pubblico al privato sconvolgendo gli schemi finora adottati.

Considerato che circa l’85% della popolazione attiva è dipendente dello Stato si tratta di una vera e propria rivoluzione.

Le motivazione di questa conversione sono da ricollegarsi alla situazione praticamente insostenibile dell’economia dell’isola.

Si assiste infatti a paradossi quali gli stipendi di medici plurispecilizzati che non possono in alcun modo competere con i ricchissimi “camerieri” o il personale che lavora con il turismo.

Di queste improbabili caste fanno parte le guide turistiche che costituiscono una sorta di elite economica.

Le guide sono infatti a capo quasi di organizzazioni, nel senso che nelle tappe dei tour organizzati spetta a loro scegliere se fermarsi in un punto o in altro dando così lavoro ad altre persone che pur essendo formalmente dipendenti pubblici percepiscono tra mance e costi arbitrariamente aggiunti ai beni acquistati, molto più di quanto otterrebbero in un anno di lavoro.

Il turista affascinato dal sogno cubano, rimane molto deluso da questa situazione di connivenze e accordi sotterranei e si domanda che cosa ne potrebbe pensare Che Guevara. Chissà se il programma di privatizzazione di Fidel Castro modificherà in meglio il paese.

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