Da grande farò… il traduttore professionale

Il mestiere del traduttore professionale richiede una serie di specifiche competenze che possono essere apprese seguendo percorsi di studio mirati. In una società globalizzata come la nostra, del resto, questa figura professionale è sempre più richiesta, non solo nella sua versione tradizionale ma anche nella sua interpretazione più moderna, ovvero quella del traduttore freelance.

Se si desidera diventare un traduttore professionale è necessario seguire un iter formativo ad hoc che consenta di affinare le proprie conoscenze linguistiche e che, contestualmente, sia in grado di migliorare le proprie tecniche di traduzione. Il percorso canonico prevede il conseguimento del diploma presso una scuola superiore dedicata allo studio delle lingue (come, ad esempio, il liceo linguistico) e il proseguimento degli studi presso una facoltà universitaria in grado di perfezionare le competenze linguistico-tecniche (sia scritte che orali) dello studente e di metterlo nelle condizioni di realizzare traduzioni di livello avanzato.

Si pensi, ad esempio, alla scuola per mediatori linguistici (SSML) o a quella di Interpretariato e traduzioni (ISIT); entrambe si occupano della formazione a tutto tondo dell’aspirante traduttore professionale e hanno durata triennale. Alla fine del percorso di studi lo studente potrà ottenere un titolo di studio equipollente al diploma di laurea.

Di seguito ne segnaliamo alcune:

  1. Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “Carlo Bo” con sede a Bari
  2. Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori con sede a Pescara
  3. Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “Gregorio VII” con sede a Roma
  4. Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “Verbum”, con sede a Quartu Sant’Elena (Cagliari)

Il traduttore professionale, naturalmente, anche dopo aver conseguito il diploma di laurea, deve continuare ad aggiornarsi. Si consiglia, in tal senso, un soggiorno studio all’estero per esercitare le proprie abilità linguistiche, il conseguimento di un master universitario specializzato e/o l’approfondimento dei cosiddetti CAT tools (Computer Assisted Translation), ovvero quei software che supportano il traduttore nel processo traduttivo.

Va detto che il traduttore professionale, una volta acquisite tutte le conoscenze necessarie, potrà svolgere la propria attività in numerosi settori professionali: dall’editoria alle attività commerciali, dalle multinazionali agli uffici diplomatici, dalle imprese turistiche agli enti di formazione.

Chi è il traduttore professionale freelance?

Il traduttore professionale freelance è un professionista indipendente che generalmente lavora sia come collaboratore esterno di un’agenzia di traduzione sia procacciandosi direttamente i propri clienti. Spesso e volentieri il traduttore professionale freelance può trovare importanti opportunità di lavoro proprio attraverso il web: esistono, infatti, delle piattaforme specializzate nella intermediazione tra committenti e liberi professionisti, che consentono al traduttore professionale di ampliare facilmente la propria cerchia di clienti.

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