DEMOCRAZIA DEI TALENTI, FLESSIBILITA’ E APPROCCIO MULTICULTURALE. lE STRATEGIE GLOCAL AL SOCIAL2BUSINESS 2013

Milano-Cosa cerca chi investe in Italia? Quali i fattori che scoraggiano gli investitori? Quali le leve comuni che le imprese italiane devono adottare per internazionalizzarsi? Queste le domande al Social2Business 2013, il business matching internazionale che venerdi 29 novembre si è svolto a Palazzo Mezzanotte a Milano. Circa 500 le imprese coinvolte. Imprenditori, start upper, finanziatori: 500 “facce da business” (secondo il claim della manifestazione )che si sono date appuntamento per la terza edizione dell’evento organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda con il supporto di altre territoriali di Confindustria (Milano, Alto Milanese,Bergamo, Brescia, Monza e Brianza, Pavia).Dopo il Castello Sforzesco, simbolo della città meneghina, è Borsa Italiana che ha ospitato l’ultima edizione patrocinata anche quest’anno da Comune, Provincia e Regione Lombardia.

Social2business nasce come evento per parlare di contenuti e per fare matching e non per fare l’ennesimo convegno“. Spiega Emiliano Novelli, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda. “I convegni per come li conosciamo sono utili per la propria formazione  ma anche delle perdite di chance. Molte volte il business è dietro l’angolo ma non si creano e non si facilitano relazioni tra i partecipanti e neanche tra gli stessi relatori. L’idea del S2B è proprio quella di evitare questa perdita di chance e fare business. Il S2B nasce per ridare ottimismo, è un evento che vuole essere concreto con l’obiettivo di fare ripartire il business partendo dai giovani, dal networking e da Milano. L’obiettivo più ambizioso per il prossimo anno sarà poi quello di partire dall’evento fisico per arrivare al social online in una logica di reverse social network. Un punto di incontro che dia una forte possibilità di follow up e che permetta al S2B di non esaurire la sua carica di potenziale business al termine di ogni evento vivendo tutto l anno sul web”.

Innovazione, ricerca, competitività, internazionalizzazione e reti di impresa: sono questi i fattori su cui stiamo lavorando con la consapevolezza che sempre più incideranno sulla ripresa della nostra economia e sulla capacità del nostro territorio di attrarre nuovi investimenti, ha detto Mario  Melazzini , Assessore alle Attività produttive, ricerca e innovazione di Regione Lombardia.
In quest’ottica, Social2Business ha il merito di valorizzare in modo innovativo questi temi creando nuove opportunità di sviluppo e di crescita del sistema produttivo, promuovendo un proficuo confronto soprattutto tra i giovani imprenditori, che rappresentano gli attori principali del rilancio economico e su cui anche Regione Lombardia intende investire“.

Il fattore frenante dell’economia e dell’impresa non è la crisi: è la scarsa propensione all’innovazione”. Le parole di Paolo Giovanni Del Nero- Assessore allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro della Provincia di Milano. “L’attitudine creativa è da sempre stata una peculiarità del nostro “fare impresa”, e del territorio milanese in particolar modo. Nel panorama internazionale, oggi l’Italia si posiziona all’ottavo posto, dietro USA, Corea, Giappone, Cina e Brasile, India e Germania. Per aumentare il potenziale innovativo le aziende debbono puntare su formazione, networking, uso consapevole dei social media e partnership. Tutte queste sono le leve strategiche del Social2Business. Ecco perchè, anche per questa edizione, la Provincia di Milano ha deciso di aderire e sostenere il Social2Business come partner istituzionale“.

La spinta all’innovazione è una delle ricchezze su cui da sempre poggia la forza economica e culturale della nostra città ed è un patrimonio da preservare e rilanciare. Milano potrà vincere la sfida dei mercati emergenti solo se saprà farsi forza di questo carattere distintivo, se saprà valorizzare la competenza e il merito, se non rinuncerà a fondere innovazione, studio e applicazione. Come Amministrazione stiamo favorendo il continuo  dialogo tra tutti gli operatori produttivi della città e del territorio poiché siamo convinti che solo la cooperazione e il mettere a sistema, conoscenze e opportunità consentirà  al sistema Paese di ripartire” così l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Ricerca e Università del Comune di Milano Cristina Tajani.

Due i workshop che hanno animato la serata a tema Megatrend e Internazionalizzazione sulla base di una ricerca condotta da The Boston Consulting Group sull’attrattività dell’Italia per gli investitori esteri. L’indagine analizza i motivi per i quali in Italia è difficile fare impresa. Presentata da Claudio Baretti (Principal at The Boston Consulting Group) indica i motivi per cui l’Italia riesce a intercettare solo una minima parte di investimenti diretti esteri nel mondo calcolati per 1,400 $Mld all’anno: fattori macroeconomici interni, come dimostrano le scarse performance di crescita, la decrescita del PIL pro capite e della produzione industriale, sia di un calo dell’attrattività, come dimostrano i flussi degli investimenti esteri diretti. Tuttavia, pur in un quadro generale negativo, il nostro export continua a mostrarsi vitale, grazie alla forza del manifatturiero e alle imprese che eccellono in numerosi ambiti nonostante le enormi difficoltà dettate dalla competitività globale che avviene sempre più a livello di grandi aree metropolitane. In questo scenario, l’Italia si colloca al 73° posto per facilità nel fare impresa e al 42° per competitività. Ma la struttura economica del Paese è ancora importante: 8° potenza economica per PIL, 10° per ricchezza netta pro capite, 4% di produzione mondiale nel settore manifatturiero, 2° in Europa, 1 022 nicchie di eccellenza di prodotto. L’italia detiene posizioni di forza in molti settori di base, ad esempio: 2° in Europa nel settore Metalmeccanico (dietro alla Germania) 4° produttore in Europa di prodotti chimici e fibre sintetiche, 7° nel mondo nel comparto difesa, con € 3Mld di export nel 2008. Infatti le multinazionali continuano ad investire nel nostro Paese anche se scoraggiati da: Inefficienza delle istituzioni pubbliche, inefficienza del sistema giudiziario, eccessivo carico fiscale, scarsa flessibilità del lavoro, inadeguatezza delle politiche di promozione degli investimenti esteri, insufficienti incentivi agli investimenti, costo del lavoro.

“Il vero tema è l’incertezza che determina confusione e impoverimento.
Per l’Impresa la gestione del cambiamento è un’attività prioritaria e continua, a ogni livello organizzativo
”, le parole di Antonio Angioni, Direttore Generale di Right Management, Società di outplacement del Gruppo Manpower. “Il contesto di riferimento delle aziende, dinamico e turbolento, richiede all’organizzazione un’elevata flessibilità e capacità di adattarsi/riconfigurarsi in base alle esigenze perse e alle pressioni esterne e interne. In un momento di evoluzione di mercati, dei contesti e scenari economici globali è fondamentale acquisire capacità di analisi e di azione necessarie per far fronte a situazioni, non sempre prevedibili di cambiamento organizzativo che si adegua alle mutevoli condizioni del mercato globale. Purtroppo in molte imprese italiane è presente una forza inerziale al cambiamento che deve assolutamente essere sconfitta. Di fronte all’emergenza che si sta sviluppando, occorre una gestione time to market e organizzazioni con strutture più snelle e aperte per poter competere con attinenza nella globalità del mercato”.

Stefano Antonelli, International HR Director Gi Group: “ll Social 2Business è un’opportunità di confronto su quello che sta accadendo nelle imprese italiane ed internazionali in un anno complesso come il 2013. Credo nella centralità delle persone in un’impresa sana che vuole ottenere risultati duraturi nel tempo. Spero che si ritorni a un’economia governata dal pensiero e non dalla pura finanza, a imprese meno schiacciate dall’oppressione fiscale e più competitive, a un management più visionario e non solo burocratico, a un Hr che ripensi alla crescita delle persone come punto cardine della performance futura dell’impresa. E sogno che tutto questo succeda in un Paese meno guidato dallo statalismo, dalla complessità delle normative, dalla scarsa attenzione alla meritocrazia“.

Il valore delle professionalità è oggi un fattore fondamentale per raggiungere gli obiettivi che i mercati richiedono alle imprese. Nessun cambiamento in grado di apportare un sostanziale incremento della produttività economica può sussistere senza una condizione mentale di apertura costante al nuovo” – ha affermato Rosario Rasizza, Amministratore Delegato di Openjobmetis SpA.È il Talento uno tra gli elementi indispensabili che permette di fare la differenza in termini di competitività: i Paesi e le aziende con accesso ai Talenti più qualificati, che siano giovani o con esperienza, stanno conquistando quel posizionamento che permetterà loro di avere successo in un mondo del lavoro in rapido cambiamento. Muoversi senza confini è quindi una scelta da sostenere e incoraggiare. Dobbiamo puntare alla contaminazione, abbattere le nostre barriere, avere un maggiore respiro internazionale, aprirci e comprendere le diversità economiche, culturali e le trasformazioni in atto. In Italia, ad esempio, nonostante ci siano splendide economie locali ancora non riescono ad emergere, perché non sempre capaci di aprirsi a contesti internazionali. Pensate che forza straordinaria sarebbe l’unione di quest’ultime”.

Nei processi di internazionalizzazione è importante dare i necessari strumenti alle risorse umane dell’ Azienda, ha dichiarato Giovanni Favero Senior Partner Dale Carnegie Italia.Abbiamo uno slogan : “Global reach, local touch”,  Dale Carnegie si contraddistingue per essere leader mondiale nella formazione aziendale ed anche un’azienda internazionale strutturata in moltissimi Paesi nel mondo ma declinata su ogni specifica realtà nazionale in cui opera.  E’ il nostro approccio culturale al tema dell’internazionalizzazione e su  ci proponiamo come partner affinchè ogni progetto imprenditoriale mirato all’internazionalizzazione trovi la migliore opportunità di people management mediando i fattori di conoscenza del Paese e permettendo  ad ogni persona coinvolta di esprimere il massimo potenziale in funzione degli obiettivi aziendali.”

Il problema è che l’Italia non riesce a fare sistema. Bisogna essere più consapevoli della nostra forza, delle nostre qualità che sono nel codice genetico dell’Italia e degli italiani. Dobbiamo superare un grande problema psicologico, ovvero l’invidia competitiva.” Queste le parole di Francesco Morace (Fondatore e presidente di Future ConceptLab). “Riuscire a condividere un progetto con il tuo vicino, con l’ imprenditore che è di fronte a te con cui normalmente, invece, si attivano delle dinamiche di competitività tutte centrate sull’”ombelico”. Bisogna  guardare al mondo come uno straordinario serbatoio che ci riconosce questa straordinaria unicità soprattutto nella qualità della vita. Quindi dobbiamo attrezzarci, sprovincializzarci e in alcuni casi dobbiamo farlo insieme ai nostri vicini. Sicuramente tra i trend in atto c’è questo grande ritorno all’human touch, della dimensione umana, dove noi italiani siamo peraltro molto bravi. La tecnologia non esclude la relazione umana ma l’amplifica. Quindi noi siamo bravi nella dimensione umana ma dobbiamo migliorare molto nell’uso delle tecnologie, superare il digital device,  e arrivare a quello che definisco il paradigma del futuro che è il Trust and Sharing. Quindi imparare a fidarsi, non tradire la fiducia dell’altro e poi condividere.

Sono intervenuti anche : Alessandra Guffanti (Presidente del GGI Sistema Moda Italia), Alberto Onetti (Chairman Mind the Bridge Foundation), Simone Santi (Console Onorario Mozambico), Franco Manna (Presidente Rossopomodoro-Gruppo Sebeto Sps),Luca Donelli (Sherpa of  Italian Delegation G20 YEA), Roberto Esposito ( Founder e CEO DeRev), Mauro Bruni (Fondatore e Presidente Aretè), Renato Bruno (Amministratore unico Tecnogen), Carlo de Simone (Resp. Funzione Desk Italia Simest), Giovanni Favero (Senior Partner Dale Carnegie Italia), Massimo Ferracci (Docente NIBI), Barbara Lunghi (Head of Small & Mid Caps Italy Borsa Italiana), Camillo Zola (Presidente Europartner) . Hanno moderato l’evento Massimo Russo (Direttore Wired Italia), Mariangela Pira (Class cnbc), Roberto Iotti (Sole24Ore), Francesco Maria Gallo ( Director Public Affaire Publione).

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