Detenzione di armi per uso sportivo o difesa personale: come essere in regola

Per legge, qualunque persona detenga armi o munizioni di qualsiasi genere ed in qualsiasi quantità nel territorio dello Stato italiano, soggiace a due precisi obblighi, quali denuncia e custodia. La denuncia di detenzione di armi e munizioni per uso sportivo, per difesa personale o per uso di caccia è obbligatoria ai sensi dell’articolo 38 comma 1 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, che stabilisce che chiunque sia in possesso di armi, munizioni o materie esplodenti deve farne immediatamente denuncia all’ufficio locale di pubblica sicurezza o, in alternativa, al comando dei carabinieri. La denuncia deve essere effettuata entro e non oltre un paio di giorni e deve essere presentata per iscritto presso le questure, i carabinieri o i commissariati di pubblica sicurezza, con l’apposito modulo reperibile direttamente in loco.

È  possibile detenere fino ad un massimo di tre armi comuni da sparo, fino ad un massimo di sei armi sportive ed un numero illimitato di fucili da caccia. Per quanto riguarda, invece, le munizioni da pistola o rivoltella, è possibile detenere fino ad un massimo di duecento pezzi.

Per le munizioni da caccia caricate a pallini la denuncia non è, di fatto, obbligatoria fino a mille pezzi. Oltre tale soglia è necessario effettuarne regolare denuncia. La detenzione di tale munizionamento non può, in ogni caso, superare le 1500 unità.

Un ulteriore obbligo che la legge impone alle persone che detengono armi è la loro custodia, che deve essere assicurata con scrupolosità ed impegno nell’interesse della sicurezza pubblica. La consegna di armi, munizioni ed accessori per pistole a minori, tossicomani o soggetti impediti al loro maneggio e la mancata adozione delle necessarie accortezze atte ad impedire che tali individui entrino in possesso di armi e munizioni sono penalmente sanzionabili.

Per detenere un’arma è altresì obbligatoria la visita medica. La devono fare tutti coloro che conservano in casa armi di vario genere, anche ereditate, chi dispone di coltelli fuori misura ed armi storiche. Quindi, se mettendo in ordine la cantina o il solaio della vostra abitazione vi dovesse capitare di trovare un fucile di cui ignoravate l’esistenza, dovete provvedere immediatamente alla sua denuncia e sottoporvi a regolare visita medica.

Lo scopo del decreto legislativo 121 del 29 settembre 2013 è proprio quello di rilevare e censire le armi per garantire maggiore controllo e sicurezza, ed evitare che soggetti poco equilibrati le possano maneggiare.

Procedura per il certificato medico

Presentare un regolare certificato medico di idoneità alla detenzione d’armi è obbligatorio. L’iter è relativamente semplice. Il primo certificato lo rilascia il medico curante, e deve poi essere portato in un istituto di medicina legale o da un medico militare e, infine, in questura. Il certificato deve dichiarare ufficialmente che il soggetto richiedente non sia affetto da disturbi mentali o da stati che possano alterare, seppur temporaneamente, la sua capacità di intendere. Se non vi mettete in regola, riceverete una diffida dal questore. Nei 30 giorni successivi alla ricezione del provvedimento di diffida è, comunque, possibile presentare il certificato medico. Gli interessati, nel dubbio, possono presentare volontariamente il certificato all’ufficio di pubblica sicurezza competente, senza aspettare la diffida.

In Italia c’è una delle più grandi aziende produttrici di armi da fuoco, famoso in tutto il mondo, lo storico ma attualissimo marchio Beretta.

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