Dipendenti statali in fila per salvare la pensione dalla manovra finanziaria

La manovra di aggiustamento dei conti pubblici non ha ancora visto il suo testo definitivo, ma già le prime ricadute sulla vita quotidiana.

Presso gli uffici che distribuiscono i prospetti relativi alle pensioni si è formata una lunga coda di dipendenti del settore pubblico. Scuola, ma anche magistratura ed enti pubblici.

Lo scopo è quello di raccogliere informazioni riguardo alla pensione presa con l’anzianità attuale, in modo da poter evitare la rateizzazione (che dovrebbe essere sui tre anni) prevista dalla nuova normativa.

Le domande di pensionamento saranno infatti ritenute valide solo se presentate prima dell’entrata in vigore della legge, permettendo così al richiedente di ottenere la buonuscita in un unica soluzione.

Il dubbio di molti lavoratori è quello di rimanere in qualche modo costretti ad andare in pensione una volta presentata la domanda, nonostante eventuali modifiche alla legge in questione. E’ infatti plausibile pensare che l’iter di approvazione di una simile proposta possa incontrare resistenze e proposte di emendamenti.

Parlando di numeri, la situazione dovrebbe essere la seguente: coloro che possono usufruire di una buonuscita entro i 24mila euro non subiranno alcuna rateizzazione. Tra i 24mila e i 48mila sarà spalmata su due anni, mentre per cifre superiori ai 48mila si distribuirà su tre anni.

Inoltre c’è da notare come a partire dal 2011 per il calcolo della buonuscita le annualità di servizio verranno conteggiate con il sistema del TFR, in uso presso i privati, invece che con il più vantaggioso sitema del TFS. In pratica, invec di una percentuale dell’80% sull’ultimo stipendio, verrà applicata un’aliquota del 6,91%.

Lo Stato, a fronte di questo aumento delle richieste anticipate di pensionamento, potrebbe essere costretto a rivedere i propri calcoli in merito al risparmio previsto con la manovra in questione.

4 Comments

  1. sergio 29 maggio 2010
  2. MARIO TALLARICO 30 maggio 2010
  3. anna 1 giugno 2010
  4. emilia 11 giugno 2010

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