Disoccupazione nuova spinta per l’economia

trovare-lavoroFino a l’anno scorso tutto andava bene, chi aveva un impiego stabile viveva senza pensieri, monotonamente, e anche se si doveva ingoiare qualche rospo sul lavoro, anche se la paga non era il massimo, si preferiva il detto “pochi,maledetti e subito”.

A parte poche eccezioni, le idee nuove si sono fossilizzate, spente, sono andate in letargo nella mente di chi aveva un posto stabile, si è preferito non rischiare con l’apertura dell’attività della propria vita, complice anche un sistema burocratico e creditizio che in Italia strozza sul nascere chi vuol mettersi in proprio.

Dopo tutto è cambiato, anche i posti che prima sembravano intoccabili, sono cominciati a saltare come birilli in un booling, compresi quelli statali (vedi scuola) e quelli dei professionisti, come gli ingnegneri, per cui c’è stato un aumento esponenziale delle persone che si sono trovate senza più quella stabilità sicura, si sono trovati come in un deserto e senza bussola, ma è proprio quando si cade che bisogna rialzarsi in fretta, e rimettersi a correre più veloce di prima.

Abbiamo visto dalle notizie che ci arrivano dagli usa che tanti ingnegneri o dirigenti d’azienda hanno accettato di fare gli operai per non stare a casa, mentre qui il primo errore che si fà è di stare a casa pur di non lavorare sotto il proprio profilo. Questo è il primo confronto negativo con la mentalità americana, l’italiano è chiuso e cieco.

Ma la reazione più importante che si apprende dagli USA, è che i disoccupati stanno sfruttando il loro stato per mettere in atto le proprie idee d’impresa è molti ci stanno riuscendo come Brian chesky o il sig Tayman che con proposte innovative sono riusciti a sfondare.

Gli americani hanno capito che è proprio questo il momento di azzardare di tentare, di inventare, bisogna far girare il cervello, fare di necessità virtù. I disoccupati italiani di qualsiesi profilo dovrebbero avere più coraggio e magari far diventare un faro quella lampadina che hanno sempre avuto in testa, non lasciandosi vincere dalla delusione del lavoro perso, guardando sempre a 360°.

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