Don Cozzi, le intimidazioni non mi fermeranno

Si chiama Libera ed è un coordinamento di associazioni contro le mafie che si battono per promuovere giustizia e legalità.

Nulla di strano, se non fosse che Libera annovera fra i propri referenti uno particolarmente vivace in Basilicata, una delle regioni con più basso tasso di criminalità insieme a Valle d’Aosta e Molise.

Si tratta di Don Marcello Cozzi, prete lucano, presidente della Onlus “Ce.St.Ri.M”. Lui non è un politico, non è un uomo che fa chiacchiere, non è uno che fa promesse. E’ un uomo che lavora, perché la sente la sofferenza della gente di Basilicata, territorio difficile, regione dilaniata dal forte dramma della disoccupazione e dell’emigrazione.

E si impegna Don Marcello. Lo fa per i disabili, per le vittime dell’usura (in Basilicata, l’usura ha un giro d’affari di 270 milioni di euro, sui 20 miliardi di euro complessivi nel territorio italiano, dati Confesercenti), per i tossicodipendenti.

Ma soprattutto Don Marcello è un prete antimafia che si batte per la legalità e per sollecitare la società civile a smetterla di essere indifferente rispetto alle stranezze e alle anomalie di una serie di fatti criminosi accaduti in Basilicata negli ultimi 25 anni: l’assassinio di Elisa Claps, le strane circostanze della morte dei fidanzatini di Policoro, gli omicidi di Tiziano Fusilli, Vincenzo De Mare e Pinuccio Gianfredi (a distanza di 13 anni non si conoscono mandanti e sicari).

Ha sempre ricevuto intimidazioni Don Marcello ma ha ribadito la sua determinazione dal palco di Piazza Pagano, a Potenza, il 12 settembre scorso, giorno dell’anniversario della scomparsa di Elisa: “Andrò avanti senza farmi intimidire da nessuno, il solo modo di chiudermi la bocca è eliminarmi fisicamente”.

Si espone con coraggio Don Marcello e, ancora una volta, chiede a gran voce che sia fatta chiarezza su alcuni fatti che riguardano le indagini sulla scomparsa di Elisa Claps. In particolare, rivolgendosi a Napolitano, continua a chiedere perché il PM dell’epoca non dispose la perquisizione dell’unico indiziato e della sua abitazione di famiglia, e mostra i suoi sospetti sulle relazioni fra il padre dell’indiziato e il marito della PM.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *