Dopo terremoto Giappone: aumenti per lcd, batterie e memorie

Il Giappone è un leader nella produzione di hi-tech ed è inevitabile che dopo la tremenda catastrofe che si è abbattuta sul paese, alcuni prodotti avranno una produzione limitata con un conseguente aumento dei prezzi. Vediamo in dettaglio i danni le possibili ripercussioni sul mercato:

Batterie per netbook e notebook:
Per le pile che alimentano computer e tablet non è da escludere un aumento reale dei prezzi nei prossimi mesi dato che il maggiore fabbricante del settore, la Sony, ha dovuto fermare sei sue fabbriche (una di queste ubicata vicino alla centrale nucleare di Fukushima), lo stop della produzione di qualche settimana delle linee (dove si producono anche i dischi e i lettori Blu-ray) inevitabilmente porterà alla mancanza di prodotti. Si ipotizza una mancanza di circa 8-10 milioni di batterie per notebook, netbook e tablet.

Pannelli LCD
Per quanto riguarda i pannelli a cristalli liquidi utilizzati nei televisori e nei monitor per pc, il Giappone copre il 6,2% del giro d’affari mondiale degli schermi Lcd di dimensioni superiori ai 10 pollici e il 14% della produzione globale di pannelli Lcd per le Tv con le marche di punta Sony e Sharp che non riportano grandi danni, però il problema potrebbe nascere dalle fabbriche dell’indotto che producono i componenti base degli panelli LCD, ossia: lastre di vetro, filtri colorati, polarizzatori, lampade fluorescenti e Led. Per gli schermi più piccoli per pc e portatili i problemi di produzioni saranno minori.

Semiconduttori :
Quello dei semiconduttori è sicuramente il settore che risentirà maggiormente della attuale situazione, su circa 300 aziende mondiali 39 hanno sede in Giappone che hanno prodotto più di un quinto del business mondiale dei semiconduttori .
Le aziende che producono semiconduttori sembrano essere state solo parzialmente interessate dal sisma ma  c’è il forte rischio venga meno l’approvvigionamento di alcune materie prime, con il conseguente blocco delle forniture di microchip dal Giappone per le prossime settimane.
Il Giappone produce memorie Dram, per il 15% del fabbisogno mondiale, ed è una dei settori direttamente coinvolti dal terremoto, con danni agli gli impianti di Micron Technology ed Elpida, i maggiori produttori di memorie giapponesi. Problemi anche con le memoria Nand che il Giappone fabbrica per il 40% della produzione mondiale: la fabbrica di Yokkaichi della San Disk-Toshiba, la principale fabbrica al mondo di memorie è ferma come lo è lo stabilimento di Shin-Etsu Handotai, uno dei maggiori produttori di wafer al silicio da cui si ricavano i semiconduttori.

Per fare un esempio della gravità delle mancanze di memoria, la  Apple è uno dei maggiori consumatori al mondo di memorie flash e ha siglato nel recente un contratto da 500 milioni di dollari con Toshiba, le memorie mancanti saranno probabilmente rimpiazzate tra i suoi fornitori alternativi come la coreana Samsung.

A parte i problemi alle singole fabbriche, bisogna considerare la poca energia elettrica disponibile (è crollata una diga che produceva 300mw, molti impianti nucleari sono fermi), e la situazione dei trasporti che sicuramente ha ricevuto danni dallo tsunami e terremoto.

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