E l’Italia non deluse… Esordio incoraggiante degli azzurri.

Come nella migliore tradizione italiana, quando dalla Nazionale ci si aspetta poco, travolta dalle polemiche e dagli scandali, puntualmente si ricompatta ed offre una prestazione più che pregevole al cospetto di un avversario di tutto rispetto qual è la Spagna, campione del mondo e d’Europa in carica.

Sembra quasi una sorta di liturgia calcistica. Un rito da seguire pedissequamente alla vigilia delle competizioni più importanti. Tutti gli ultimi grandi successi della Nazionale italiana sono stati preceduti da eventi che hanno avvelenato l’ambiente e anche gli Europei di Polonia ed Ucraina sembrano confermare questa norma non scritta.

Italia-Spagna è stata l’ulteriore riprova. Squadra azzurra tonica, attenta e volitiva che non si è limitata ad un’ottima fase difensiva orchestrata magistralmente da un De Rossi più che positivo, ma capace di produrre un gioco di qualità elevata e di presentarsi con buona continuità alla conclusione.

Certo non tutto è stato perfetto. Ancora troppi gli spazi lasciati in area di rigore. Thiago Motta è apparso spesso fuori dal contesto tattico e Balotelli, nonostante qualche lampo di classe cristallina, ha offerto un contributo molto inferiore alle attese e si è divorato un’occasione enorme, tra l’altro procuratasi con grande caparbietà dallo stesso talento del City.

Ma a fare da contraltare vi sono state le ottime e inattese prove offerte da De Rossi, nel ruolo inedito per la Nazionale di centrale difensivo, e di Giaccherini sulla fascia sinistra, utile anche in fase di ripiegamento. Si è visto un Maggio ritrovato, lasciato più libero di proporsi con continuità ed, infine, un Di Natale mortifero. Appena è entrato ha segnato e ha avuto un’altra grande occasione per battere le furie rosse.

Per i supporter italiani che hanno sempre negli occhi le gesta di Schillaci e Pablito Rossi, partiti senza gli onori della cronaca e rivelatisi bomber micidiali, le gesta di Totò Di Natale solleticano le fantasie e le speranze.

Chissà se ancora una volta l’Italia possa dismettere i panni della sfavorita impelagata nei suoi problemi per divenire protagonista vincente.

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