E’ possibile prevedere l’eruzione di vulcani sottomarini

Stando a ciò che emerge da una ricerca svolta alla Oregon State University, sarebbe possibile prevedere le eruzioni dei vulcani sottomarini. L’ateneo ha analizzato il vulcano sottomarino Axial Seamount, al centrodell’Oceano Pacifico, prima e dopo l’eruzione avvenuta nell’aprile 2011. Secondo gli studiosi, l’Axial, un vulcano sottomarino collocato a quasi trecento miglia al largo della costa dell’Oregon, ha lanciato chiari segnali poche ore prima della sua eruzione. Così, dopo aver effettuato alcuni studi e aver creato un modello, i ricercatori hanno calcolato che il vulcano potrebbe generare una nuova eruzione più o meno entro l’anno 2018.

Calcolando le misure di deformazione del terreno, lo studio sovvenzionato dalla National Science Foundation, dalla National Oceanic and Atmospheric Administration e dal Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI), ha condotto gli esperti ad affermare che le intrusioni graduali di magma per un periodo di diversi anni a lungo termine potranno permettere di calcolare quando potrebbe accadere la prossima eruzione. Le nuove analisi, utilizzando i dati derivati dagli idrofoni sott’acqua, evidenziano un picco improvviso di energia sismica circa 2,7 ore prima dell’inizio dell’eruzione del 2011. Secondo gli esperti, le ricerche potrebbero portare in futuro alle previsioni a breve termine di eruzioni sotto-marine.

Il geologo dell’Oregon State University, Bill Chadwick, anche autore principale dello studio, ha dichiarato che il legame tra sismicità, deformazione del fondo marino e intrusione di magma non è mai stato dimostrato in un vulcano sottomarino, e le varie metodologie di osservazione potranno dare nuove intuizioni affascinanti. “Seamount è unico in quanto è uno dei pochi posti nel pianeta in cui a lungo termine è stato svolto un monitoraggio da record di un vulcano sottomarino, e ora possiamo dare un senso ai modelli“, ha detto il geloogo, il quale lavora presso l’Hatfield Marine Science Center.

“Abbiamo studiato il luogo per anni e il sollevamento del fondo marino è stato inizialmente graduale” anche 2 anni dopo la sua ultima eruzione spiega l’esperto. La scoperta, descritta in tre articoli, è apparsa sulle pagine di Nature Geoscience. “Adoperando l’analisi sismica, siamo stati capaci di osservare in maniera chiara come il magma all’interno del vulcano risale, circa due ore prima dell’eruzione”, ha detto il collega Dziak. Non è ancora chiaro agli esperti se tale segnale è “universale”, ovvero è valido per tutti i vulcani sottomarini o se è una prerogativa di Axial, ma è “una base eccellente da cui iniziare”, commenta Dziak.

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