E’ vicina la fine del commercio al dettaglio?

Come molti ormai avranno notato, la differenza di prezzo fra grandi catene di supermercati e piccoli negozi e’ diventata veramente molto alta! La differenza sostanziale e’ nel sottocosto: le grandi catene puntano a propagandare tramite il sistema del volantinaggio porta a porta e pubblicita’ i loro 10, 20 30 articoli in promozione.

Sempre oggetto di accurata attenzione per le offerte, il consumatore viene attirato dalle offerte sottocosto e tentato all’acquisto. ATTENZIONE! Le offerte sono veramente sottocosto, ma il consumatore non sempre fa attenzione ad una cosa: quando un prodotto viene messo in sottocosto altri prodotti di consumo giornaliero vengono aumentati!

L’aumento e’ sempre nella norma ma a quel punto comunque al di sopra dell’offerta che di solito viene attribuita a quei prodotti. i cittadini consumatori comprano sempre altri prodotti nei supermercati cadendo nel piano della catena del supermercato: comprano un prodotto in sottocosto e fanno recuperare la perdita di guadagno con l’acquisto di altri prodotti di uso comune!

C’è da dire inoltre che i supermercati sono anche agevolati fiscalmente (almeno la maggior parte) quindi hanno delle agevolazioni sulle tasse! Differentemente, il piccolo commerciante che ha un negozio (solitamente in affitto) non puo’ reggere alcuni confronti con tali catene, ad esempio l’elevato costo d’affitto,la corrente le tasse i contributi che deve versare, non puo’ permettersi il lusso di fare un vero sottocosto.

Agevolando l’entroito alle casse dello Stato, sono loro la vera anima ve manda avanti le casse statali pagando tutto e di piu’ penalizzati anche dal fatto che tutti loro sono soggetti a studi di settore che li fanno rientrare in settori ad alto guadagno, prendendo di riferimento appunto, lo stesso tipo di commercio che hanno le grandi catene prima citate!

E’ un vero paradosso! Il piccolo commerciante che paga l’affitto, i prezzi piu’ alti della merce, paga tutte le imposte e deve anche vivere dimezzando il suo misero guadagno pagando anche altre spese nella vita privata (bollette affitti di casa telefono auto ecc). Facendo un paragone con un impiegato o un operaio che guadagna 1.200,00 euro al mese lui dovrebbe guadagnarne circa 4.000,00 senza tenere presente che l’impiegato gode di ferie, tredicesima, quattordicesima e malattia contando anche sul fatto di avere alla fine della sua carriere, una discreta liquidazione e un altrettanto discreta pensione!

Il commerciante? No signori! Niente ferie pagate, malattia, tredicesima,ecc. e le ore di lavoro? Circa 50/60 settimanali. Altro che settori agevolati! Grava sulle loro spalle l’accensione, spesso di mutui (oltre a quelli che comunemente avrebbe un normale cittadino con famiglia) per l’investimento sull’avviamento del suo commercio. E se poi va male? Speriamo di no!

Sarebbe veramente sul lastrico. Non aggiungo altro anche se potrei divulgarmi sulle garanzie che non ha e che servirebbero alle banche per i suoi fidi! Vedete, la differenza e’ proprio questa! Se vogliamo che le casse comuni dello stato, quindi la crisi, iniziassero a pesare di meno sulle nostre tasche, dovremmo tutti quanti tenere presente queste cose e contribuire a fa guadagnare onestamente i piccoli commerci che sono la locomotiva a vapore della nostra economia.

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