Economist: nuovo attacco a Berlusconi

berl“Museruola a chi informa”. Con questo titolo il giornale di Londra torna a colpire il presidente del consiglio italiano, mostrando il suo appoggio a chi in Italia sta manifestando preoccupazioni verso le continue minacce alla libertà di stampa nel nostro paese.

Nell’articolo dell’Economist si legge: “i giornalisti, e gli altri italiani, hanno ogni motivo di protestare”. Il settimanale britannico offre quindi sostegno alla manifestazione in difesa della libertà di stampa organizzata per il prossimo 3 ottobre: “Questo sabato 3 ottobre si terrà a Roma una manifestazione per difendere la libertà di stampa”, scrive, “non in una lontana dittatura, ma proprio in Italia. Ebbene, i giornalisti che l’hanno indetta hanno buone ragioni per preoccuparsi” ed aggiunge “secondo i ranking di Freedom House sulla libertà di informazione, l’Italia è stata declassata a “parzialmente libera”, al 73mo posto su 195 paesi (proprio sopra la Bulgaria)”. L’articolo continua scrivendo che “l’Italia di Silvio Berlusconi si sta distanziando dall’Europa occidentale e sta diventando più simile alledeboli democrazie dell’est.

L’articolo descrive brevemente la situazione Italiana, spiegando che Berlusconi controlla 6 emittenti televisive su 7 più un quotidiano, e che ora sta cercando di mettere a tacere le uniche voci contro: i quotidiani “Repubblica” e “L’Unità”, e la terza rete RAI, storicamente favorevole a schieramenti di centro-sinistra. Poi parla dell’attacco alla RAI avvenuto in questi giorni, in particolare contro Annozero:” Fino ad ora la RAI ha sempre risposto soltanto ad un comitato parlamentare. Ma il 26 settembre il governo ha chiesto che i suoi capi sostenessero un incontro per verificare l’imparzialità del programma. Il giorno seguente Il Giornale ed altri quotidiani vicini a Berlusconi hanno lanciato un appello ai propri lettori affinché smettano di pagare il canone, cui la RAI deve quasi la metà dei suoi incassi”.

Inquietante la penultima frase dell’articolo:” E’ dai tempi di Mussolini che non si aveva un governo italiano che interferisse con i media in maniera così lampante e allarmante”.

Questo il link dell’articolo originale: www.economist.com

No Responses

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *