Eluana Englaro, a distanza di un anno

Il 09 febbraio 2009 moriva Eluana Englaro. La straziante battaglia sostenuta da suo padre ebbe in quel giorno termine, regalandogli una vittoria amara e la morte dichiarata della sua amata figlia.

Le polemiche scandirono quei giorni di eterna lotta fra sostenitori e denigratori, di cosa, ancora adesso, non si è capito. Della vita? Dell’eutanasia? Del testamento biologico? Furono giorni in cui, chi sosteneva che quella di Eluana non fosse più vita era trattato alla stregua degli eretici medievali. Furono giorni in cui le varie sfumature dell’esistenza svanirono in un contrasto troppo netto fra bianco e nero.

A distanza di un anno esatto il Premier Berlusconi è tornato sulla vicenda, alimentando nuovamente la polemica e, di fatto, tornando ad accusare chiunque in quei giorni si fosse schierato al fianco di un padre coraggioso e dolente. Parole che tornano a voler sentenziare quale fosse la verità, laddove, la verità, non può avere contorni chiari e nitidi.

Parole incuranti del rispetto che quel padre, qualunque sia stata la sua scelta, merita per il coraggio avuto nella battaglia che, di fatto, gli avrebbe portato via definitivamente l’adorata figlia.

A distanza di un anno non dovrebbero essere polemiche e rabbia ad imperare, ma il cordoglio per una vita sofferta ed una morte dolorosa; in qualunque momento sia essa avvenuta realmente.

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