ENPA: no ai collari elettrici per addestrare i cani

L’Enpa ha chiesto all’Ente nazionale della cinofilia italiana (Enci) di ritirare la proposta avanzata nel corso dell’audizione presso la commissione Affari sociali della Camera dei Deputati che proponeva la creazione di corsi di formazione per imparare l’utilizzo del collare elettrico.

L’Ente nazionale protezione animali ha espresso il proprio dissenso spiegando: “Si tratta di dispositivi estremamente dannosi il cui uso è vietato non soltanto dalle normative internazionali ma anche dall’Italia che ha recentemente ratificato la Convenzione di Strasburgo sulla protezione degli animali da compagnia.

Secondo cui nessun animale da compagnia deve essere addestrato con metodi che possono danneggiare la sua salute e il suo benessere, in particolare costringendo l’animale ad oltrepassare le sue capacità o forza naturale, o utilizzando mezzi artificiali che causano ferite o dolori, sofferenze ed angosce inutili.

Tale divieto, inoltre, era già stato espresso nella circolare del Ministero della Salute”.

L’Enpa si congratula invece con i parlamentari della Commissione Affari Sociali, che, nella proposta di legge alle modifiche della legge 281/1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo,  in esame attualmente, all’articolo 20 comma D hanno stabilito che: “allo scopo di garantire la tutela della salute, l’incolumità pubblica ed il benessere degli animali, è vietato detenere, cedere a qualsiasi titolo e utilizzare collari elettrici o altri strumenti atti a determinare scosse o impulsi elettrici”.

Di questa pratica dalla dubbia efficacia si erano occupate in passato anche alcune testate e trasmissioni televisive, tra le quali spicca Striscia la Notizia che da anni denuncia i maltrattamenti sugli animali.

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