Equo compenso, c’è la firma. Tassa sui supporti di memorizzazione

Equo-compensoE’ stata pubblicata ieri sul sito del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (disponibile a questo link) la notizia che il ministro Bondi ha approvato il decreto legge che regolamenta la materia del cosiddetto “equo compenso“.

Ricordiamo che, l’equo compenso rappresenta una sorta di “tassa” che ogni acquirente di supporti di memorizzazione corrisponde alla SIAE in modo tale che essa ridistribuisca il ricavato tra i detentori del diritto d’autore.

Il decreto ha stabilito che l’equo compenso debba venire esteso a tutti i dispositivi per la memorizzazione digitale, siano essi destinati o meno alla copia privata: nello specifico, verranno corrisposti 0,90 euro per ogni cellulare acquistato, e rispettivamente 2,40 euro o 1,90 euro per computer dotati o meno di masterizzatore.

Chiaramente, il compenso è dovuto per ogni dispositivo di archiviazione di massa acquistato (quindi anche un lettore .mp3, se ve lo stavate chiedendo). Si prevede che il decreto porterà nelle casse della SIAE circa il 50% in più di ricavati (che per l’anno 2008 aveva incassato circa 670 milioni di euro).

Contrapposte le reazioni delle parti in causa: chiaramente, SIAE e FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) plaudono all’operato del ministro, facendo notare come questo permetterà ai consumatori di usufruire delle loro copie personali nel pieno rispetto della legge.

Confindustria ed Altroconsumo vedono nubi nere all’orizzonte, in quanto si pronostica un sensibile e parzialmente ingiustificato aumento del prezzo di dispositivi che, come i cellulari, non sono votati alla copia illegale di contenuti: Altroconsumo ha previsto che questo aumento costerà alle famiglie circa 100 euro in più all’anno.

3 Comments

  1. francesco 21 gennaio 2010
  2. gino 23 gennaio 2010
  3. cardillo85 3 marzo 2010

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