Facebook: individuato il fondatore del gruppo contro i bambini down

E’stato identificato il fondatore del gruppo su Facebook, il quale inneggiava alla violenza contro i bambini down, il quale aveva suscitato un unanime moto di sdegno e orrore.

Si tratta di un ragazzo di diciannove anni di origine cingalese, che abita vicino Roma.Si tratta di un ragazzo con gravi disturbi psichici, il quale ha affermato di avere agito solo per ottenere il maggior numero di adesioni possibili, proponendo un titolo che fosse una provocazione.

Il gruppo, palesemente, si presentava come razzista e promotore di comportamenti violenti, gia’ dal titolo “Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down: è l’unica fine che meritano questi parassiti”. Come ‘logo’ presentava la  foto di un neonato down con la parola ‘scemo’ scritta sulla fronte e ed era caratterizzato da proclami deliranti che qualificano gli affetti sa dindrome di Dowc come “ignobili creature” o “stupidi esseri buoni a nulla che sono un peso per la societa’” e propeva di usarli “come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio”
La cosa sconcertante e’ che queste frasi possano avere raccolto ben 1300 adesioni in poche ore, segno che i disturbati mentali sono piu’ numerosi di quanto noi stessia siamo portati ad immaginare.
Le indagini sono state condotte dalla polizia postale e delle comunicazioni di Roma e del compartimento della Sicilia Orientale, che ha sede a Catania, coordinati dalla procura del capoluogo etneo e il diciannovenne cosi’ individuato dovra’ rispondere del reato di istigazione a delinquere.

L’onda emotiva contraria a questo gruppo monto’ in poche ora sino a diventare gigantesca al punto di determinare la cancellazione di ogni traccia di quelle frasi immonde.

Molto spesso capita di dover leggere notizie di questo tipo. Io sono convinto che spesso gli autori di gruppi , che vanno oltre i capisaldi piu’ elementari dell’etica e del vivere civile siano opera di malati o gentaglia, in cerca di un momento di malata celebrita’, ma penso che prevedere un controllo preventivo sul materiale pubblicato su qualsiasi spazio della rete, sia una elementare misura di buon senso, per evitare di daer spazio alle personalita’ piu’ malate.

Certo fa pensare che 1300 persone abbiano aderito a questo tipo di gruppo. Segno che c’e’ qualcosa di marcio negli angoli piu’ nascosti dell’animo umano, che sarebbe bene fosse oggetto di indagine approfondita da parte degli studiosi, perche’ non e’ possibile che quelle frasi e gli atteggiamenti mentali di cui esse sono manifestazione possano trovare un qualche tipo di seguito in un contesto, che possa definirsi civile

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