Fiat e Abarth: è l’ora del tuning

Gli appassionati della personalizzazione sono sempre più coccolati dalle case costruttrici, ultimamente.

Dapprima malvisti, anche dalle forze dell’ordine, per come manomettevano il prodotto originale e deturpavano la grazia di una vettura, in seguito si è capito che questa fosse una strada percorribile anche da chi produceva in serie, per quanto possa sembrare un controsenso.

Al costruttore è stata offerta la possibilità di realizzare serie speciali a bassa tiratura e anche più costose, più incattivite nella meccanica, riservate agli automobilisti più duri; questo, senza andare a toccare le versioni di grande serie, anche sportive, che dunque potevano sempre essere destinate al grande pubblico come piace tanto al marketing. Una strada percorsa da Opel con le OPC, oppure la Renault con le RS, ma anche dalla sua costruttore nazionale.

Già la Fiat ha avuto il merito di rispolverare nel modo più opportuno un marchio indimenticato come quello dell’Abarth; dopo un primo passo falso, l’aver “appiccicato” lo scorpione su modelli improbabili, la casa torinese ha ora infatti optato per l’attuale formula di successo che ha visto una gamma più caratterizzata in senso veramente sportivo e venduta presso concessionarie specifiche. Uno dei cardini di questo favore incontrato nel pubblico è stato l’aver proposto vetture davvero forti a tutti i livelli.

Ora ci si è spinti ancora più in là: per gli incontentabili è stato messo a punto un kit ufficiale di potenziamento dell’assetto, denominato “esseesse” che rende ancora più aggressiva meccanicamente una Abarth. Potremo passare dai 165 ai 180 cavalli in una Fiat Evo con la turbina maggiorata, dare un “ ritocchino” alla centralina e dotare la nostra Abarth di un filtro aria più sportivo,oltre a tante altre piccole chicche che lascio alla sorpresa degli interessati scoprire.

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