Fiat, Mirafiori: vince il sì con il 54% dei voti

Al termine di una lunga notte di attesa, i risultati sono arrivati alle 6 del mattino, a scrutini chiusi, e il risultato ha visto il sì prevalere con il 54% dei voti e il no fermarsi al 47%.

I seggi si sono chiusi ieri alle 19.30 e l’affluenza è stata di quasi il 95%, a sottolineare l’importanza di un referendum che nelle ultime settimane ha visto contrapporsi in modo pressochè inconciliabile la Fiom agli altri due sindacati (Uil, Cisl) che hanno firmato l’accordo proposto dalla Fiat nella persona dell’ad Sergio Marchionne.

Rispetto alle previsioni il risultato però si è dimostrato ben al di sotto delle aspettative dei promotori e dei firmatari dell’accordo.

Un ruolo dirimente nella prevalenza dei sì è stato giocato, infatti, dai “colletti bianchi”, cioè dal personale impiegatizio di Fiat che ha votato in massa per sottoscrivere il nuovo patto. Al contrario, gli operai (coloro che saranno maggiormente toccati dalle nuove condizioni di lavoro imposte da Fiat) si sono divisi esattamente a metà e, alla conta, hanno prevalso i sì  per soli 9 voti.

La spaccatura delle tute blu sottolinea ancora di più quanto si è visto in queste settimane nei diversi dibattiti televisivi: una lacerazione che sembra ormai insanabile tra i sindacati, a detrimento delle condizioni lavorative degli operai.

A pesare in modo determinante nel dibattito pubblico e politico e nella decisione di Uil e Cisl di sottoscrivere l’accordo è stata senza dubbio la minaccia sventolata dalla dirigenza Fiat di delocalizzare lo stabilimento di Mirafiori all’estero, dove il gruppo industriale avrebbe trovato condizioni più concorrenziali in ragione del minore costo del lavoro.

A questo punto, nonostante la vittoria del sì, comunque di misura, bisognerà attendere le dichiarazioni di Marchionne, che non potranno non tenere conto di questa profonda lacerazione e di un 47% di operai che necessitano di una rappresentanza all’interno dello stabilimento.

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