Formula 1, profilo di un Campione: Sebastian Vettel

Il recente weekend di Suzuka ha regalato al mondo della Formula 1 un nuovo campione, o meglio, un bicampione, Sebastian Vettel.

Il giovane pilota tedesco della Red Bull ha sofferto un pò la rinascita della McLaren con Button (autore di una gara magistrale) e della Ferrari con un Alonso in grande spolvero, ma ha conquistato un terzo posto finale che vale un anno intero: 324 punti a 4 gare della fine, 114 punti di distacco dal secondo in classifica, ovvero campione del mondo 2011 di F1.

Un successo in realtà aspettato, dopo la supremazia tecnica dimostrata dal team austriaco fin dall’inizio della stagione, oltre alla classe e al dominio di Vettel nei confronti del rivale diretto, il compagnio di squadra Mark Webber.

Molti affermano che questo sia l’ennesimo titolo ”fortunato” assegnato negli ultimi anni, determinato dalla sola superiorità velocistica del mezzo e non dall’abilità del pilota, come se oggi le auto di F1 siano giocattoloni che chiunque saprebbe guidare al limite per la vittoria.

Basta analizzare il confronto interno tra il più giovane bicampione della storia e il team-mate Webber per capire l’errore: nessuna vittoria per l’australiano, 2 sole pole su 15 ottenute dal team e ben 130 punti di distacco in classifica, ancor più di chi non ha tra le mani quel missile della RB7. Un confronto impietoso, che farebbe impallidire di vergogna chiunque.

Il giovane pilota della Red Bull sembra avviato ad una prosperosa carriera, e chissà che non riesca ad intaccare quegli incredibili record che hanno fatto di Micheal Schumacher il pilota più forte dell’era moderna. L’età lo mette in condizione, le qualità anche. Le malelingue sono convinte che presto affonderà di nuovo insieme alla perdita di competitività della sua monoposto, come se Sebastian non abbia già guidato vetture ”mediocri”. Ripercorriamo allora la breve, fin’ora, ma intensa carriera dell’astro nascente di questo sport.

Siamo nel 2006 e il suo biglietto da visita è il miglior tempo nelle libere del GP di Turchia, con la BMW-Sauber. L’anno successivo, prima del passaggio in Toro Rosso, conquista il suo primo punto alla prima gara disputata, il Gp degli Stati Uniti ad Indianapolis al posto di Robert Kubica (tenuto a riposo in seguito al tremendo incidente in Canada). In Toro Rosso, tra 2007 e 2008, ottiene una pole e una vittoria (nell’incredibile week-end bagnato di Monza 2008), e ben 35 punti contro i 4 del suo compagno Bourdais, grazie a due 4° posti e tre 5° e altri piazzamenti di rilievo nel solo 2008.

Nel 2009, considerato dominato dalla superiorità tecnica della BrawnGP, Vettel è giunto a 11 punti (con il vecchio punteggio) da Jenson Button, vincendo ben quattro gare. Il 2010 lo vede campione del mondo all’ultima gara, dopo un anno ricco di guasti ed errori in Red Bull.

Inoltre ad oggi Vettel è il più giovane pilota ad aver ottenuto punti (sulla BMW), un podio, una pole e una vittoria (Toro Rosso), un Titolo e il secondo consecutivo (Red Bull). Inoltre la maturità dimostrata quest’anno lo pone in una prospettica battaglia per il tris, ma si sa, in F1 vince la fortuna.

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