G8 2010: tiriamo le somme

Il comunicato finale del G8 denuncia la fragilità e la vulnerabilità dell’economia mondiale ribadendo la lotta alle spinte protezionistiche oltre ad esprimere la totale disapprovazione per il programma nucleare iraniano.

Nel G8 viene anche ribadito l’impegno a ridurre le emissioni del 50% entro il 2050, rispettando l’accordo preso a Copenaghen.

Tema delicato e motivo di dibattito anche nel prossimo G20 è quello della tassazione delle banche. Ovvio che i paesi che hanno stanziato soldi dei contribuenti per salvare banche vicine al fallimento, ne vorrebbero la “restituzione”, tuttavia i leader di paesi le cui banche non hanno avuto bisogno di fondi statali non vogliono imporre nuove tasse per penalizzare gli istituti finanziari che hanno saputo contrastare la crisi.

Questo è il motivo per cui si è deciso di lasciare opzionale e libera scelta dei governi dei singoli stati, l’applicazione di tale tassa. Questo sarà anche argomento di discussione proprio nella serata di apertura del G20.

Il presidente Obama esorta a procedere verso una tassazione delle banche anche perchè proprio le banche statunitensi sono state quelle a beneficiare di più degli aiuti statali. Obama sostiene che con la tassazione delle banche si potrebbero rastrellare 90 miliardi di dollari in dieci anni.

Dal documento conclusivo del G8 emerge anche una preoccupazione per la pace del mondo: armi di distruzione di massa, criminalità organizzata internazionale, terrorismo ecc. minacciano quotidianamente la prosperità e la sicurezza dei paesi.

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